INCENDIO TAGLIO DI PO (ROVIGO) Dopo il rogo doloso all'approdo per la pesca sportiva di Castelmassa della notte di Natale, ora le fiamme bruciano un camion frigo per il trasporto del pesce in Basspolesine

Ancora fiamme e paura, il mondo della pesca trema

Tra ville e giardini 2018

Ma cosa sta succedendo nel mondo della pesca sul Po. Perché pare proprio che qualcosa, qualcosa di brutto, stia accadendo. Nella notte di Natale ignoti avevano dato alle fiamme l'approdo di Castelmassa, dove si era insediato un wallerkamp, ossia una attività di pesca sportiva al siluro (LEGGI ARTICOLO). A luglio, poi, alcuni pescatori, tra Altopolesine e Mantovano, era stati presi addirittura a fucilate (LEGGI ARTICOLO)



Taglio di Po (Ro) - Un camion frigo, usato per il trasporto del pesce, bruciato nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 gennaio a Taglio di Po, non distante da un approdo sul fiume Po. Un incendio sulle cui cause stanno lavorando i carabinieri della stazione e della Compagnia di Adria, ma per il quale, al momento, il sospetto del dolo davvero non si può escludere. Se il sospetto dovesse diventare certezza, la situazione sarebbe ancora peggiore dell'attuale. E già non siamo messi bene.

Basti pensare a quanto accaduto nella notte di Natale, quando ignoti - per ora - hanno dato alle fiamme l'approdo di Castelmassa dove un tempo si trovava il ristorante Litus e dove ora si è insediato un approdo per la pesca sportiva, che riunisce gli appassionati della pesca al siluro, con tanto di locali coperti e "casetta". In quel caso, nessun margine di errore: è stato un attentato incendiario, il locale è posto sotto sequestro e sono in corso le indagini dei carabinieri.

A luglio, poi, tra Altopolesine e Mantovano, un episodio ancora più grave: alcuni pescatori sarebbero stati presi addirittura a fucilate, con un ferito portato in ospedale. Ora, c'è da valutare questo nuovo incendio. Secondo le prime informazioni, il camion sarebbe stato utilizzato da un gruppo dell'Est Europa, legato alla pesca sul grande fiume o, comunque, alle attività economiche e di trasporto a questa collegate. Inevitabile, quindi, che il pensiero vada, se non altro sotto forma di sospetto, a una azione illegale che potrebbe essere legata alla altrettanto illegale attività di pesca di frodo sul fiume, divenuta ormai un vero e proprio business, con tanto di scontri e vendette per il controllo del territorio.

Gli appassionati di pesca, quella vera, i pescasportivi, oltre che chi cerca due riportare legalità nel settore, descrivono una situazione allarmante: una decina di distinti gruppi di pescatori di frodo attivi solo in Polesine, con tutte le rivalità e le faide che ne possono derivare. Ora, si dovrà cercare di capire se sia in questo fertile humus che è maturato il nuovo attentato incendiario.

 

16 gennaio 2018
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