CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria attaccano, dopo l'ultimo consiglio comunale. E volano accuse

"In consiglio comunale ignorate le nostre interrogazioni"

TedxRovigo
Dopo l'infuocato consiglio comunale nel corso del quale si è parlato della vicenda di Coimpo (LEGGI ARTICOLO), ora arriva anche un attacco di Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria, che hanno qualcosa da dire sulla maniera in cui è stato organizzato e celebrato questo consiglio

Adria (Ro) - "Il consiglio comunale su Coimpo ha stabilito alcuni punti politici fondamentali". Lo dice la nota di Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria, schieramenti che sono rappresentati in consiglio comunale. La nota arriva dopo l'ultimo consiglio comunale di Adria, nel quale non sono mancati colpi di scena e scambi di accusa.
 
La nota stampa elenca, poi, quelli che sono stati i "punti" emersi nel corso della serata. "Il vicesindaco Simoni ha deciso per ben due volte di non rispondere alla nostra domanda sulla natura e gli argomenti dei due incontri tenutisi in Provincia con Coimpo, in cui lui aveva fatto da "intermediario" accompagnatore; il presidente del consiglio ha arbitrariamente deciso, senza nessun confronto o comunicazione con i capigruppo, di non far leggere le interrogazioni e le mozioni su Coimpo, come previsto dall'ordine del giorno e come da noi richiesto durante la serata. In questi mesi come Ibc-SiamoAdria abbiamo presentato numerosissime interrogazioni e mozioni che avrebbero potuto aiutare la discussione e mettere sul tavolo delle proposte".

"Siamo pronti da subito - prosegue la nota - a sostenere tutte le idee utili per affrontare la situazione della Coimpo, e a condividere quelle che abbiamo già proposto; il sindaco è 'ostaggio' politico del vicesindaco e la maggioranza ha dimostrato ancora una volta di non avere ne un progetto politico ne una visione per il futuro di questa città".

"Nonostante questo Ibc-SiamoAdria ha dimostrato senso di responsabilità e concretezza, rimanendo in aula e astenendoci su Asm abbiamo garantito il numero legale, per non danneggiare la città. Senso di responsabilità che non ha mai dimostrato il sindaco: facendo saltare il consiglio comunale del 16 gennaio ha fatto sprecare tempo e soldi ai cittadini adriesi, con l’Avvocato fatto venire appositamente da Roma. Di fronte a questa tragicommedia politica pensiamo che la strada migliore sia quella di condividere col territorio e le amministrazioni coinvolte delle proposte che chiamino in causa la Regione e lo Stato per affrontare con tempestività la situazione, e subito dopo con spirito di responsabilità dimettersi, cercando di lasciare la città sotto commissariamento per il tempo più breve possibile".
19 gennaio 2018
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