ASSOCIAZIONE CULTURALE SAGITTARIA ROVIGO Portata a termine la nuova campagna di monitoraggio delle specie presenti in Bassopolesine

Il tesoro del Delta del Po: 100mila esemplari di fauna

Tra ville e giardini 2018

Un monitoraggio confortante, che, ancora una volta, dà conto di quanto il Delta rappresenti un inestimabile serbatoio di specie animali, che è prioritario preservare



Rovigo - Una delle aree più importanti per la fauna, in Italia e addirittura nel Mediterraneo, è il Polesine, e in particolare il Delta del Po. Nell’Avifauna si contano oltre 300 specie, più di centomila uccelli acquatici svernanti e importanti popolazioni di specie rare in ambito continentale. L'Associazione Culturale Naturalistica Sagittaria (www.sagittariarovigo.org) da anni effettua il censimento dell'Avifauna acquatica svernante.

“Notevole – spiega la nota dell’associazione - lo sforzo profuso per questa iniziativa: ai primi di gennaio, in una tre giorni dall'alba al tramonto, oltre 45 operatori di Sagittaria hanno scandagliato zone umide del Delta, dotati di binocoli, cannocchiali e digitali. Il risultato è sempre sorprendente, con numeri da capogiro: ben oltre 100mila esemplari censiti, costituiti perlopiù da anatidi, aironi, gabbiani, trampolieri, folaghe, svassi”.

“Nel 2018 – spiega l’associazione entrando nel merito dell’elencazione delle varie specie presenti - con i suoi 50.000 individui il Fischione, anatide nordico, si conferma specie dominante; rilevantissima anche la presenza della variopinta Volpoca, con 37.000 esemplari; l'Alzavola, l'anatra selvatica più piccola, è stata censita con il numero più elevato mai registrato in Polesine; in calo invece il Moriglione, anatra tuffatrice, un tempo molto più diffusa”.

Tra le specie simbolo del Delta, confermata poi la presenza: Fenicottero, Spatola, Ibis. “Il primo –spiega ancora l’associazione - con 4.700 esemplari, ha registrato un record, anche grazie all'inverno relativamente mite; notevole il numero anche della candida Spatola, con quasi 200 esemplari; il raro Ibis Mignattaio, specie che in questo momento dovrebbe trovarsi a sud del Sahara, è stato censito con 2 presenze; 33, invece, gli Ibis sacri avvistati,  appartenenti ad una specie esotica e quindi alloctona. Tra i Limicoli, ben 2.300 Avocette, 10 Voltapietre, 221 Beccacce di mare, che, con numeri record, da qualche anno svernano nell'area deltizia invece di trasferirsi in Africa. Dimezzato invece il Piovanello pancianera, il “biseghìno”, solitamente più numeroso, adattato alle piane di marea”.

“Tra le rarità di questo monitoraggio, è stato individuato il Gufo di palude a Porto Levante, Beccapesci a Caleri, Smergo maggiore in Alto Polesine, Fenicottero del Cile, sicuramente fuggito dalla cattività, Orco marino e Zafferano, laride del nord. La Sacca di Scardovari ha offerto, come sempre, rarità nordiche: Strolaghe mezzane, Piovanelli maggiori, Pittime minori, e un buon numero di Smerghi minori”.

31 gennaio 2018
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