CONFAGRICOLTURA ROVIGO Gli allievi dell’istituto agrario Munerati hanno partecipato alle lezioni di Fieragricola sulle tecniche innovative per lo sviluppo agricolo

Cisgenetica e precisione, gli studenti imparano il futuro in agricoltura 

DOMINA fuori tutto
A Fieragricola si parla di innovazione e lo si fa con gli studenti delle scuole. Oltre 250 studenti, provenienti dall’istituto agrario Munerati di Rovigo, e da altri istituti veneti, hanno assistito a dei momenti di formazione sull’agricoltura di precisione e la cisgenetica 


Rovigo – Studenti a lezione di futuro, con la cisgenetica e l’agricoltura di precisione. Succede a Fieragricola a Verona, dove Confagricoltura, in collaborazione con l’ente di formazione Erapra, ha organizzato una serie di incontri dedicati agli istituti agrari del Veneto mirati a fornire un’informazione sui temi innovativi che saranno di fondamentale importanza per lo sviluppo dei prossimi anni.

Due i cardini delle quattro giornate in fiera: l’agricoltura di precisione e la genomica, vista come uno strumento indispensabile per rendere le piante più resistenti ai patogeni anche alla luce dei cambiamenti climatici. Ad assistere alle spiegazioni dei tecnici e a filmati proiettati su un grande schermo oltre 250 studenti, provenienti dall’istituto agrario Munerati di Rovigo, dal Stefani Bentegodi di Buttapietra dal Parolini di Bassano del Grappa e dallo Scarpa-Mattei di San Donà di Piave.

I momenti di formazione sono partiti mercoledì 31 gennaio, con i saluti di Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, alla formazione e al lavoro. “L’agricoltura è un settore che ha subito grandi trasformazioni – ha detto l’assessore - si è dovuto innovare, ha saputo guardare ai mercati esteri, ha dovuto investire soprattutto nel capitale umano. Oggi l’agricoltura è sempre di più la professionalità dell’imprenditore e dei suoi collaboratori. Perciò abbiamo bisogno di collegare le scuole al mondo del lavoro, perché una buona formazione si fa certamente sul campo, ma anche facendo dialogare gli universi del lavoro e della scuola. In termini strategici la Regione Veneto sta lavorando su questo da oltre un decennio: siamo la prima regione che ha reso fattiva l’alternanza scuola-lavoro prima dell’obbligo di legge e siamo quelli che abbiamo investito nella formazione professionale. Dopo le scuole medie i ragazzi possono imboccare percorsi che spesso si traducono in posti di lavoro, come gli Its, academy di formazione tecnico superiore parallela all’università dove, in particolare nell’agroalimentare e nell’agroindustria, garantisce al cento per cento un’occupazione”.

Michele Negretto e Luigi Bassani, presidente e direttore di Erapra, ente di formazione regionale, hanno chiarito agli studenti che “le nuove tecnologie non sottraggono posti di lavoro, ma creano occasioni per professionalità più articolate e complesse. Opportunità che si aprono sia per chi ha un’azienda agricola, sia per chi vuole spendersi sul mercato con un bagaglio più ampio di competenze”. 

I primi ad assistere alle lezioni sono stati gli studenti delle classi 3D, 4D, 1A e 4A dell’istituto tecnico agrario Munerati di Rovigo, accompagnati dalle insegnanti Vincenza La Porta, Nicoletta Di Domizio e Maria Pia De Stefani. “La nostra scuola sta seguendo con molto interesse l’evoluzione dell’agricoltura – spiega Vincenza La Porta – e perciò riteniamo utile per i ragazzi una formazione su temi come l’agricoltura di precisione e la cisgenetica. Il nostro istituto sta già ampliando l’offerta con coltivazioni innovative, una diversificazione verso la quale si sta orientando l’agricoltura per ottenere reddito. I ragazzi già da tempo fanno un’alternanza di scuola e lavoro, per approcciarsi con le aziende e capire come orientarsi professionalmente per il futuro. Una formazione mirata e specialistica come quella di oggi può aprire nuovi orizzonti professionali, anche in ambiti non tradizionali”.

Il filmato sulla cisgenetica (è un processo mediante il quale i geni possono essere trasferiti artificialmente tra organismi “parenti” che potrebbero essere coltivati convenzionalmente) ha fornito una panoramica sul lavoro intrapreso dal dipartimento di biotecnologie dell’Università di Verona sulla vite, che si sta concentrando sul genome editing, cioè la correzione del genoma. È un sistema più potente e sicuro di quelli utilizzati in passato, quando già l’agricoltura faceva uso di pratiche per combattere avversità e malattie. “Il genoma editing viene considerato l’ideale per l’agricoltura italiana, in quanto non viene classificato come ogm dalla comunità scientifica internazionale e può migliorare le varietà tipiche senza cambiarle – ha spiegato Mario Pezzotti, vicerettore dell’Università di Verona e presidente di Siga, la società italiana di genetica agraria -. È alla portata delle aziende più piccole e può valorizzare i nostri ricercatori. La coltivazione della vite è una pratica millenaria, così come sono molto antiche sono le varietà che rendono unico il patrimonio vitivinicolo italiano. Con il genome editing, meccanismo che copia quello sviluppato dai batteri per potersi difendere dall’attacco di virus tagliando il dna e rendendolo non più funzionale, si ottengono risultati identici a quelli che avrebbe prodotto la mutazione causale”.

L’altro fronte scandagliato è stato l’agricoltura di precisione, dove Confagricoltura coordina un progetto con Abaco, con il sostegno della Regione e in collaborazione con l’Università, per fare formazione ad hoc sulle nuove tecnologie come le mappe tridimensionali, i dati satellitari, i sensori remoti o prossimali, le nuove applicazioni per smartphone. In Italia solo l’1% della superficie agricola usa mezzi e tecnologie di precision farming: l’obiettivo nazionale è di arrivare al 10% entro il 2021.
 
1 febbraio 2018
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