IL CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Convocato a Palazzo Tassoni un tavolo tecnico: esperti e amministratori hanno esaminato la relazione dei carabinieri forestali sui campi oggetto di versamento dei fanghi. Redatto un documento condiviso che impegna la Provinci

Nuovi campionamenti nei terreni avvelenati, è il consiglio dei tecnici

Tra ville e giardini 2018

Un incontro tecnico che si è concluso con un documento sottoscritto da tutte le amministrazioni presenti (Adria, Pettorazza, Papozze, Villadose, Gavello e San Martino di Venezze) che impegna la Provincia di Rovigo ad organizzare un cronoprogramma per ulteriori campionamenti nei campi oggetto di versamento dei fanghi della Coimpo


Adria (Ro) - La situazione nei campi, dove furono versati i fanghi della Coimpo, non sarebbe, secondo i tecnici, così drammatica come emerse nel famoso consiglio comunale di fuoco in Comune ad Adria (LEGGI ARTICOLO). E' quello che è risultato nella mattinata di giovedì 1 febbraio a Palazzo Tassoni dove il sindaco Massimo Barbujani ha convocato un tavolo tecnico partecipato anche dalle amministrazioni comunali di Pettorazza, Papozze, Villadose, Gavello e San Martino di Venezze, ma anche due tecnici della Provincia, altrettanti dell'Ulss, il tecnico del comune di Adria, tre tecnici ed un responsabile dell'Arpav, gli assessori di Adria Giorgia Furlanetto, Giuseppe Marzolla e Patrizia Osti, oltre ad un nutrito gruppo di consiglieri sia di maggioranza che di opposizione del comune etrusco.

Un incontro che ha visto amministratori e tecnici cimentarsi nella disamina della relazione dei carabinieri che fece tremare l'aula nel famoso consiglio comunale del 17 gennaio (LEGGI ARTICOLO), e poi anche la città. Una relazione che sosteneva la grave pericolosità delle sostanze riversate nei campi dalla Coimpo. Ma i tecnici tranquillizzano i comuni in causa, dove si trovano i campi oggetto di versamento dei fanghi: "Hanno detto che la situazione non è preoccupante così come emerso in quel consiglio - spiega il sindaco Massimo Barbujani - Visto che i dati analizzati risalgono al 2015 ho chiesto ai tecnici perché si sono attesi tre anni per rendere noti i risultati dei campionamenti e mi hanno risposto che il motivo è che la situazione non era così urgente altrimenti la Procura avrebbe attivato subito l'Ulss".

"Questo non significa comunque che la situazione non vada presa seriamente - continua Barbujani - Infatti abbiamo redatto un documento condiviso e sottoscritto da tutte le amministrazioni presenti che impegna la Provincia a convocare un ulteriore tavolo tecnico chiamando anche tutti i proprietari dei terreni citati nella relazione dei carabinieri forestali per preparare un cronoprogramma che preveda tempi e modalità per ulteriori campionamenti nei campi. La provincia ha 30 giorni di tempo per attivarsi. L'amministrazione non ha mai smesso di lavorare in silenzio per la città e l'incontro di oggi è solo l'ennesima dimostrazione".

 

 

1 febbraio 2018
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