IL CASO AD ADRIA (ROVIGO) Il primo cittadino Massimo Barbujani, dopo la querela del sindacalista Cgil Giuseppe Franchi, dovrà comparire a novembre di fronte al giudice di pace, per fatti del luglio 2014

"Sindacalista diffamato in consiglio": sindaco a processo

Giuseppe Franchi e Bobo Barbujani
Tra ville e giardini 2018

Una ipotesi di reato di diffamazione che porterà, il prossimo 18 novembre, il sindaco di Adria Massimo Barbujani di fronte al giudice di pace, per fatti che, chiaramente secondo questa ricostruzione, si sarebbero verificati il 3 luglio del 2014. Un periodo nel quale era in corso una pesantissima polemica tra l'amministrazione comunale e i dipendenti di Palazzo Tassoni, con la prima che, nella persona del sindaco, secondo i dipendenti, metteva in dubbio la professionalità e, in parole povere, la voglia di lavorare di quantomeno parte dei secondi (LEGGI ARTICOLO)



Adria (Ro) - Alla fine, quella polemica infuocata finirà di fronte al giudice di pace. Il sindaco di Adria Massimo Barbujani ha infatti ricevuto una citazione diretta a giudizio, da parte della Procura, con la quale lo si informa che il prossimo 18 novembre dovrà comparire di fronte al giudice di pace di Rovigo, nell'ambito di un procedimento penale che lo vede imputato dell'ipotesi di reato di diffamazione. Parte offesa, Giuseppe Franchi, sindacalista Cgil, all'epoca referente della sigla della Funzione pubblica. Ossia, quella che tutela i dipendenti del Comune. Quelli che, nell'estate di tre anni e mezzo fa, ingaggiarono una dura polemica col primo cittadino.

Il primo, infatti, accusò perlomeno parte dei secondi di considerare il Comune una specie di stipendificio, in parole povere di non uccidersi di lavoro. Immediata la reazione del sindacato, che stampò e distribuì anche volantini. Sin qui, tutto nell'alveo della normale dialettica, per quanto accesa. Nel campo del penale si finisce, a quanto emerge dal procedimento innescato dalla querela di Franchi, per quanto sarebbe avvenuto il 3 luglio del 2014, nel corso del consiglio comunale, quando Barbujani avrebbe parlato anche della questione lavoratori.

Il capo di imputazione prende in esame, appunto, quanto il sindaco avrebbe detto nel corso di quella assemblea, citandolo. "Al signor Franchi leggo questo comunicato, e vorrei che il pubblico presente e i giornali riportassero quanto ho scritto - avrebbe detto il sindaco nel corso dell'assemblea - 'In relazione al volantino e agli attacchi contro il sindaco di Adria del signor Franchi Giuseppe, dipendente del Comune di Adria, in aspettativa sindacale da anni, il consiglio comunale, e soprattutto i cittadini di Adria, devono sapere che questo signore ha percepito per anni, e in particolare dal 2005 al 2009, delle somme relative alla produttività del personale dipendente, partecipando insomma alla spartizione dei premi, come se avesse contribuito al lavoro presso gli uffici comunali".

E ancora: "Se quindi questo signore avesse dignità, restituirebbe la somma dovuta al Comune di Adria, e ricevuta senza avere mai lavorato in quel periodo per l'ente stesso. Se succederà questo, queste somme saranno date in precedenza". Esternazioni sulla base delle quali Franchi procedette a presentare querela, il 16 settembre successivo, ritenendosi diffamato.

Questo perché non avrebbe intascato alcun "premio" o "produttività" non dovuta, dal momento che quelle voci, in realtà, sono componenti di base della busta paga. Una tesi che Franchi espone nella propria querela, curata dall'avvocato Carlo Barotti, uno dei legali di riferimento del sindacato. "Al dipendente in distacco sindacale - spiega l'atto giudiziario - spetta la retribuzione contrattuale". E nella retribuzione contrattuale entra anche la cosiddetta "produttività", stabilita in sede di contrattazione decentrata. Nulla da restituire, insomma.

Sulla vicenda, poi, la polizia giudiziaria ha svolto anche accertamenti. Acquisendo il verbale del consiglio comunale del 3 luglio scorso e le sommarie informazioni rese dal consigliere comunale Matteo Stoppa. Come testimoni, oltre allo stesso Stoppa, è stato convocato anche Marco Santarato.

Una vicenda, comunque, estremamente delicata, come sempre avviene nel caso delle citazioni dirette a giudizio, che riguardano le ipotesi di reato più lievi, quelle per le quali si va davanti al giudice di pace senza il vaglio preventivo del giudice per le udienze preliminari. La situazione, insomma, è apertissima.

7 febbraio 2018
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