ELEZIONI POLITICHE 2018 ROVIGO Al via la campagna elettorale del partito di Pietro Grasso. Ai nastri di partenza, Polesine, arriva Pier Luigi Bersani. La ricetta di Liberi e Uguali: lavoro, sociale e fisco giusto

Bersani in città: “Se c’è meno disuguaglianza la ruota gira per tutti”

Giulio Marcon, Pier Luigi Bersani, Cristiano Maria Pavarin e Tania Azzalin
Cristiano Maria Pavarin e Pier Luigi Bersani
Cristiano Maria Pavarin e Tania Azzalin
Pier Luigi Bersani e Fulvio Dal Zio (Cgil)
Pier Luigi Bersani
Giulio Marcon e Pier Luigi Bersani
Cristiano Maria Pavarin
TedxRovigo
Un inizio di campagna davvero partecipato per Liberi e Uguali che presenta nel capoluogo i suoi candidati polesani insieme a Pier Luigi Bersani, che corre anche nel nostro collegio come capolista alla Camera nella listino proporzionale (LEGGI ARTICOLO). Le colonne portanti di Liberi e Uguali sono tre: lavoro, sociale e fisco giusto. “Se non affronti il tema del sociale non puoi vincere la battaglia” dice Bersani
 
Rovigo – Abbattere la disuguaglianza che attanaglia la società per far ripartire il Paese. La ricetta di Liberi e Uguali è semplice: lavoro, sociale e fisco progressivo sono gli ingredienti della ripresa. Al via la campagna elettorale del partito guidato da Pietro Grasso anche nel capoluogo rodigino, dove Liberi e Uguali presenta i suoi candidati polesani alla presenza di Pier Luigi Bersani, anche lui candidato nel nostro collegio plurinominale alla camera. A moderare l’incontro e presentare i candidati, Sandro Quadrelli, tra i segretari provinciali di Liberi e Uguali.  
 
Tra i candidati presenti anche Giulio Marcon, scrittore, capogruppo uscente di Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile alla Camera dei Deputati che corre nel nostro listino proporzionale al Senato. Ci sono poi i polesani Sara Quaglia, che lavora nel mondo della cooperazione internazionale e che correrà nel collegio uninominale alla Camera; Tania Azzalin, ex assessore di Porto Viro, candidata all’uninominale al Senato e Cristiano Maria Pavarin, impegnato nella battaglia per il diritto alla cura candidato al plurinominale al Senato. Assente Lucia Pollato perché ammalata. 
 
“Sono stata assessore alle politiche sociali nel Comune di Porto Viro – spiega Tania Azzalin – e ho avuto quindi la possibilità di parlare con tantissime famiglie con grossimi problemi economici, senza lavoro o precari. Nel Delta, negli ultimi due anni, abbiamo perso 2300 posti di lavoro. Ripeto, 2300. Perché ho scelto Liberi e Uguali? Perché è un partito che vuole ridare dignità e diritto a tutti i lavoratori, riportare i salari al livello di essere degni di chiamarsi tali, ripristinare l’articolo 18. Nel nostro territorio possiamo rimettere in moto il lavoro con la green economy: abbiamo 600 case ater chiuse da sistemare, il Delta, territorio fragile da proteggere e possiamo cominciare dagli argini la cui sistemazione, pulizia costante creerebbe anche molti posti di lavoro permanenti”.
 
“Avere un famigliare non autosufficiente è sinonimo di diventare poveri – spiega Cristiano Maria Pavarin – Un problema sempre più rilevante nel nostro territorio con il costante invecchiamento della popolazione. Non è possibile che vi siano oltre 600 persone in lista di attesa per le impegnative perché lo stato non riesce a garantire le cure. Le persone hanno diritto ad avere cure sanitarie, hanno diritto a vivere in un ambiente sano: sono questi i diritti che voglio rappresentare. Giocando con il nome del partito, chiudo dicendo che noi siamo liberi nelle differenze ma uguali nei diritti”.
 
“Facciamo una politica che parli di diritti e non di bonus, di lavori e non di lavoretti, del bisogno di tante piccole opere come gli argini da sistemare, i borghi da recuperare, le scuole da sistemare, opere piccole ma fondamentali anche per creare posti di lavoro – commenta Giulio Marcon – Vogliamo un Paese in cui non ci siano più genitori che non possono pagare la mensa dei propri figli, un Paese dove non ci siano più giovani che pensano non ci sia posto per loro e se ne vanno, un Paese dove non c'è posto per chi rilancia le discriminazioni che ci dividono, dove non c’è spazio per il razzismo. Lavoreremo per i diritti, l’uguaglianza e la democrazia come insegna la nostra Costituzione. Il voto a Liberi e Uguali è il voto veramente utile. Il nostro impegno è quello di dare una prospettiva di governo diverso”.
 
È la volta di Pier Luigi Bersani. “Sono d’avvero contento di essere qui. In questo posto ritrovo la capacità di mettere valori dentro la concretezza. Vogliamo rilanciare l’idea di una sinistra di governo: è l'idea che se c'è meno disuguaglianza la ruota gira, se guardi la società con gli occhi di chi fa fatica, riesci a renderla migliore per tutti. È una ricetta, valida anche per la economia. Guardate, una disuguaglianza così non c’è mai stata. Se continui a parlare di crescita la gente pensa tu la stia prendendo in giro e va in braccio ai cattivi pensieri che la destra sta insinuando. Non puoi chiamare posto di lavoro un lavoretto di un’ora. È un’offesa”.
 
“Ecco quali sono le nostre colonne portanti. Intanto il lavoro. Posti di lavoro che non fai con gli sgravi, ma con gli investimenti. Abbiamo buttato 25 miliardi di euro sul Job act contro la precarietà e siamo al record storico della precarietà. Gli investimenti si fanno sulla manutenzione del territorio, sulle scuole, gli argini, le bonifiche, il sociale, tutto ciò di cui si ha bisogno per non far deperire il territorio. E deve essere cancellato questa giungla di norme sulla precarietà: siamo arrivati al punto che esiste il lavoro semigratuito che si chiama sfruttamento. C'è gente che lavora gratis e deve anche ringraziare. È una vergogna”.
 
“Colonna portante è inoltre la gestione dei servizi universalistici come sanità ed istruzione. E ancora, il fisco progressivo. La nostra proposta di fisco la presenteremo la prossima settimana e parte dal recupero di risorse dalla lotta all’evasione fiscale. Possiamo recuperare 30 miliardi di euro e chi dice non sia possibile è perché non vuole farlo. E si pagherà in proporzione al patrimonio e alla ricchezza. Questo significa un fisco giusto”.
 
“Questo livello di disuguaglianza lo temo molto anche dal lato democratico. Dobbiamo reagire al razzismo. Noi in Italia di terrorismo, di rigurgito fascista ne abbiamo visto molto e abbiamo sempre risposto con piazze pacifiche e unità di popolo, costruendo e invocando l'unità più larga. Ma non è più sufficiente. Forza Nuova comincia ad andare nei consigli comunali pescando voti nella rabbia e nel disagio. Per questo se non affronti il tema del sociale non puoi vincere la battaglia. Saremo fedeli al lavoro, al sociale, al fisco progressivo. Il voto a liberi uguali non è utile, è indispensabile”.
 
Per quanto riguarda i possibili alleanze dopo il voto per il governo del Paese, Bersani commenta: “Noi siamo alternativi alla destra ma parleremo con tutti. I famosi larghi inciucci sono il coperchio sulla pentola a pressione. Per quanto riguarda il Movimento ritengo sia un partito di centro, perché se in politica non voi essere di destra, e non vuoi essere di sinistra non esiste il sopra e sotto. Solitamente i partiti di centro dirigono il traffico ma il Movimento Cinque Stelle non vuole e non può perché non accetta un dibattito interno normale e visibile ed è un guaio per il sistema. In ogni caso si dialogherà con loro, ma dal dialogo a stringere accordi siamo ben lontani. Ci sono dei problemi, ci sono cose che proprio non ci piacciono come un troppo tiepido antifascismo. E in molte cose sono un po’ troppo simili alla Lega. Smentisco le voci su accordi con il Pd. Non c’è alcun accordo con loro. Il renzismo ha ormai eretto la sua cittadella”.
9 febbraio 2018
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