IL CASO AD ADRIA (ROVIGO) L'esponente di Rifondazione Comunista Guglielmo Brusco attacca il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana

"I partiti hanno sempre diritto di visitare gli ospedali"

TedxRovigo
La decisione del direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella di non consentire una visita di una delegazione del Movimento 5 Stelle all'ospedale di Adria (LEGGI ARTICOLO) scatena la critica dell'esponente di Rifondazione Comunista Guglielmo Brusco

Adria (Ro) - "Che il direttore generale Antonio Compostella chieda che in questo periodo elettorale i partiti politici non frequentino gli ospedali polesani, è cosa francamente che fa tanta tenerezza". Lo dice Guglielmo Brusco, esponente di Rifondazione Comunista, di Trecenta, che prende posizione contro la decisione del direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, che ha rigettato la richiesta di visita da parte di una delegazione del Movimento 5 Stelle.

"Questo - prosegue Brusco - perché credo sia obbligo morale dei partiti e dei loro dirigenti, verificare sempre cosa succede in spazi pubblici come gli ospedali, dal Pronto Soccorso alle corsie dei reparti se possibile.
Questo anche perché credo il Dr. Compostella non possa avanzare nessuna richiesta di neutralità, visto che lui addirittura sul suo curriculum vitae, ha messo tra i requisiti di presentazione l’essere  socio ordinario militante della Lega Nord – Liga Veneta. La situazione è invece tanto grave che bene hanno fatto a chiedere,  i militanti del Movimento 5 Stelle, di visitare l’ospedale di Adria".

"Se poi vuole farci cosa gradita, Compostella inviti il Movimento 5 Stelle e tutti gli altri partiti, in modo non invasivo naturalmente, a visitare anche gli ospedali di Rovigo e Trecenta (quest’ultimo in condizioni veramente disperate, anche nella sua immagine  - vedi stato degli ascensori, dei cartelli informatori, di tinteggiatura di alcune pareti, spesso anche  della porta di entrata, ecc.). Potranno anche rendersi conto con grande facilità (a meno che io non sia particolarmente sfortunato), di affollamenti ai Pronto Soccorso (o come a Trecenta al dirottamento a Rovigo dei malati con certe patologie), di gente che si lamenta per le lunghe liste d’attesa “normali” mentre se va a pagamento la prestazione è quasi immediata, di spazi (al San Luca) inutilizzati a fini strettamente sanitari, di difetti nel funzionamento di impianti di riscaldamento, di carenza di posti letto che costringe dei pazienti a collocazioni “improprie”, in altri settori. Insomma, caro direttore Compostella, ci lasci sempre verificare i risultati (pessimi) della politica sanitaria del suo partito".
 
11 febbraio 2018
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