OMICIDIO DI PORTO VIRO (ROVIGO) Mossa decisiva della Procura, che chiede e ottiene il giudizio immediato a carico di Gino Sarto, 65 anni, che avrebbe ucciso la zia Miranda Sarto, 83 anni

"L'ha ammazzata con premeditazione e crudeltà": a processo

Tra ville e giardini 2018

Si va a processo, dopo l'arresto che era stato operato dai carabinieri a giugno (LEGGI ARTICOLO), quando a finire in manette era stato Gino Sarto, 65 anni, ritenuto l'assassino di Miranda Sarto, 83 anni, la pensionata residente in via Gorghi a Porto Viro, massacrata a coltellate nel pomeriggio di  mercoledì 9 novembre 2016, tra le 17 e le 18.30 (LEGGI ARTICOLO). Nella mattinata del 16 giugno successivo i carabinieri avevano, appunto, arrestato Gino Sarto, 65 anni, residente al piano superiore della villetta che, al piano terra, ospitava anche l'abitazione in cui viveva l'anziana uccisa



Porto Viro (Ro) - E' stato mandato a giudizio immediato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovigo, che ha accolto la richiesta della Procura di giudizio immediato. Si va a giudizio il prossimo 11 aprile, per Gino Sarto, 65 anni. Sarebbe l'omicida della zia, Miranda Sarto, 83 anni. Lui viveva al piano superiore della stessa villetta di via Gorghi al piano della quale, invece, viveva l'anziana, trovata massacrata nel pomeriggio del 9 novembre del 2016. Quel pomeriggio i vigili del fuoco e i carabinieri erano arrivati per una segnalazione di incendio, ma la realtà dei fatti apparve subito molto peggiore: si trovarono infatti davanti alla scena di un omicidio.

L'allarme venne lanciato dai vicini, quando videro uscire dalla casa volute di fumo. Dopo l'omicidio, infatti, l'autore secondo la ricostruzione dell'accusa avrebbe appiccato le fiamme ad alcuni vestiti, forse con la speranza che il rogo si espandesse.
A quanto emerso nel corso delle indagini, il clima in quella abitazione non sarebbe stata sereno, alla luce di tensioni che avrebbero contrapposto soprattutto il nipote all'amico di Miranda, settantenne residente nel Mesolano. Per uno di questi scontri si era arrivati addirittura al processo, per querele incrociate (LEGGI ARTICOLO). Ora, la svolta nel caso. 

Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'anziana sarebbe stata uccisa prima a coltellate, quindi schiantandole addosso un vaso di fiori. Probabile che il movente fosse costituito, chiaramente sempre secondo questa tesi, da vecchi rancori o piccole questioni di soldi. La Procura contesta la premeditazione e la crudeltà, ma anche il fatto che, per nascondere le prove, sarebbe poi stato appiccato il fuoco.

12 febbraio 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

TedxRovigo