CULTURA ADRIA (ROVIGO) Da sabato 17 febbraio all’11 marzo alla galleria degli artisti presso il teatro comunale si terrà la mostra “Explorer navigation” con la presentazione in videoproiezione del capolavoro di Giotto organizzata dall’alberghiero Cipriani

Si ammira la cappella degli Scrovegni nella città etrusca 

Tra ville e giardini 2018

Comodamente seduti in poltrona, ma come se si fosse lì, nella Cappella degli Scrovegni di Padova: è questo che accade con l’“Explorer navigation” un’esplorazione, un viaggio reso affascinante dal racconto di Roberto Filippetti, organizzata dall’istituto alberghiero Cipriani di Adria che si terrà dal 17 febbraio all’11 marzo presso la galleria degli artisti del teatro comunale di Adria 


Adria (Ro) - L’istituto alberghiero Cipriani di Adria torna ad essere protagonista in città. Dal 17 febbraio all’11 marzo arriva alla galleria degli artisti presso il teatro comunale si terrà la mostra “Explorer navigation” la presentazione in videoproiezione della “La Cappella degli Scrovegni: un’affascinante risorsa per tutta la scuola veneta a 750 anni dalla nascita di Giotto” con il commento di Roberto Filippetti. 

Nella presentazione viene mostrato tutto il ciclo di affreschi di Giotto nei quattro registri, consentendo quello sguardo panoramico – dapprima sintetico poi analitico, con zoom sui particolari anche più minuti – che non è più possibile, nella Cappella patavina, a motivo del brevissimo tempo di visita di 15 minuti. 

Attraverso l’Explorer navigation l’occhio può pacatamente stare sui dodici dipinti del registro alto, con le storie dell’Immacolata Concezione di Maria, della sua Nascita e Presentazione al tempio, delle nozze con Giuseppe. Può quindi contemplare il grande Angelus dell’arco trionfale. Il giorno della prima dedicazione della Cappella è il 25 marzo 1303; il giorno della seconda dedicazione a “Santa Maria Annunciata, della Carità all’Arena”, ad affreschi ultimati, è il 25 marzo 1305, festa dell’Annunciazione, nonché (cosa molto eloquente) giorno di capodanno in tanti comuni medievali.

Il secondo registro vede l’infanzia e vita pubblica di Gesù, in dodici affreschi. Terzo registro: in altri dodici affreschi l’apice della Redenzione, con la Passione, Morte, Resurrezione, Ascensione e infine la Pentecoste. Zoccolo monocromo: le personificazioni delle sette virtù e dei sette opposti vizi, che conducono rispettivamente al Paradiso e all’Inferno del grande Giudizio universale dipinto nella controfacciata. 

Letta tutta la storia da un capo all’altro, lo sguardo può iniziare un’avvincente “rilettura”: le corrispondenze verticali e frontali; le tante triplette; la partecipazione del mondo minerale, vegetale, animale e delle stesse architetture, all’Avvenimento; l’intensità parlante degli sguardi.

 

 

 

14 febbraio 2018
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