POLITICA ROVIGO In Veneto ci sono due anime del M5s. Movimento nel caos: non si capisce chi rappresenti chi e volano gli stracci. Ivaldo Vernelli non voterà la candidata Micaela D’Aquino. Il meetup di Lendinara sfiducia ufficialmente il suo consigliere co

Movimento 5 stelle spaccato in due, guerra di diffide e legittimazioni

Tra ville e giardini 2018

Tutto è cominciato con la visione spaccata sul referendum dell’autonomia veneta del 22 ottobre scorso, chi invitava a votare sì e chi a non andare alle urne. A Rovigo che qualcosa non andava per il verso giusto è emerso palesemente alla presentazione dei candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 4 marzo (LEGGI ARTICOLO). In quella sede Ivaldo Vernelli, consigliere del Movimento a Rovigo, aveva detto chiaramente, rivolgendosi al coordinatore di zona Manuel Brusco: "Sai bene come la penso, le battaglie si fanno sul territorio e dovresti saperlo bene anche tu, motivo per cui io ti darò tutto l’aiuto che vuoi per quanto riguarda la Camera, ma non sarà così per il Senato”. Al centro di tutto, le modalità di scelta dei candidati, in particolare, secondo Vernelli, di Micaela D'Aquino, candidata all'uninominale in Senato. A seguito di questa dichiarazione era arrivata una nota firmata "coordinamento Polesine M5s" che si autodefiniva "condivisa da quasi tutti i gruppi M5S Polesani" (LEGGI ARTICOLO). Ora, però, da Lendinara una contronota che, oltre a sancire una spaccatura anche a livello locale, delegittima la nota precedente, asserendo che il firmatario non è stato investito da nessuno di alcun potere. Un bel caos



Lendinara (Ro) - "Non sarà sfuggito ai lettori delle cronache sia nazionali che locali che è in atto una profonda e forse insanabile rottura all’interno della galassia 5 Stelle veneta". Comincia così la nota del Meetup ufficiale- come si definisce -, che dà conto della situazione, non facile, che è venuta a crearsi per il Movimento a Lendinara.

"Anche il Polesine non è al di fuori di questo processo e Lendinara ne è purtroppo pesantemente coinvolta - conferma infatti la nota del Meetup - Le motivazioni sono molte, spalmate nel tempo (tutte riferite ai valori morali), sedimentate e poi esplose per una diversa visione sul referendum dell’autonomia veneta che ha visto i Meetup polesani spaccarsi definitivamente in due ben precise visioni politiche: quello dove siamo presenti, maggioritario, con decisione altamente democratica di astensione e l’altro, fortemente minoritario, ubbidiente alla linea indipendentista capitanata da Jacopo Berti che firmò, prima delle elezioni regionali, per una manciata di voti, con Plebiscito.eu l’impegno in Regione di portare avanti la loro strategia politica della separazione, senza peraltro confrontarsi con quella stessa base che gli ha consentito di accedere allo scranno consiliare in Regione".

"Questa scissione è avvenuta anche a Lendinara dove il nostro rappresentante, Federico Sambinello, ha preferito la linea di Berti, in modo autonomo, senza alcuna consultazione interna, contravvenendo a uno dei princìpi cardine del Movimento che vede nel rappresentante un mero 'portavoce' delle istanze della base ed imponendo in modo autoritario le sue scelte giustificandole come scelte venute dallo staff nazionale mentre erano decisioni appunto di Berti".

"Come conseguenza di questo suo autoritarismo abbiamo quindi assistito allo strano fenomeno, in tutto il Polesine, della moltiplicazione di figure politico-organizzative inesistenti; dapprima un eletto che fonda Meetup (cosa assolutamente vietata dallo statuto), per secondo un Denis Sambinello, semplice attivista, che si firma sui social e per email 'coordinatore dei Meetup polesani'. Grazie agli screenshot fatti possiamo documentare tutto ciò. Ultimamente, forse resosi furbescamente conto dell’aria che tira, Denis Sambinello sembra aver lasciato il posto di coordinamento a un personaggio sconosciuto di Stienta, Federico Benini, che ora si permette anche si scrivere sui giornali (senza averne alcun titolo) dato che non ha mai rappresentato alcun ruolo politico né organizzativo riconosciuto".

"Questo soggetto, ci domandiamo, come si può permettere addirittura di 'scacciare' un eletto ovvero il consigliere comunale di Rovigo Ivaldo Vernelli, figura autorevole del Movimento? Chi gli ha conferito questo potere? Forse è superiore agli stessi probi-viri nazionali, unici deputati a questo ruolo? Noi, come Meetup ufficiale del Movimento 5 Stelle di Lendinara, che abbiamo voluto e sostenuto l’elezione di Sambinello, ci dissociamo con sdegno da tutta questa penosa soap-opera come sfiduciamo ufficialmente il consigliere comunale Federico Sambinello perché ha tradito i valori fondanti del Movimento".

17 febbraio 2018
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