SANITA' ROVIGO Guglielmo Brusco, di Potere al popolo, snocciola i numeri dei posti letto confrontando i dati del 2012 e quelli dell'ultimo anno: aumentano posti e risorse per i privati mentre il pubblico, a suo dire, muore lentamente

I numeri “del disastro pubblico” della sanità

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Guglielmo Brusco, ex vice presidente provinciale ed attuale responsabile della sanità per Potere al Popolo, sottolinea, dati alla mano, la differenza di trattamento tra la sanità pubblica e quella privata, snocciolando i dati di Veneto e Polesine 



Rovigo - "Come responsabile alla Sanità di Potere al Popolo polesano, non voglio fare una campagna elettorale basata sul niente o su insulti rivolti agli altri. Voglio parlare di fatti gravissimi imputabili a livello regionale a Lega e Forza Italia (forze di maggioranza) e al Pd, forza di opposizione che non ha fatto granchè per opporsi al peggioramento della sanità pubblica veneta. Peggioramento che si può leggere nei dati relativi, allo stato di ospedali pubblici e privati e alle degenze ospedaliere dei primi 9 mesi del 2017, confrontate con una stima relativa allo stesso periodo del 2012". Sono le parole di Guglielmo Brusco ex vice presidente della provincia che fa una disamina dei dati sulla sanità in Polesine imputando la colpa del "disastro pubblico" ai partiti al governo della regione, ma anche a quelli di opposizione.

"A livello regionale risulta gravissimo che con il nuovo Piano Socio Sanitario, molte cliniche private del Veneto abbiano ottenuto così grandi vantaggi e che con i letti per utenza extraregione e altre aggiunte, abbiano ora 3.540 posti letto contro i 3.019 delle vecchie schede. Insomma un bel +521 e +17,25%". I posti letto pubblici, invece, compresi quelli extraregionali naturalmente, sono diventati 14.786 contro i 14.576 delle nuove schede (solo + 210 + 1,44%)".

"Ma vediamo ancor più nei dettagli i dati stimati ed effettivi, per il periodo 'primi 9 mesi' del 2012 (dati del Ministero della Sanità) e 2017 (Dati della Regione Veneto). Da questo confronto si vede che: per i privati, i posti letto usati a livello regionale, per i primi nove mesi del 2017, sono stati 73 in più delle vecchie schede ospedaliere (+ 2,36%) e con un numero di giornate di degenza ospedaliera aumentato di circa 10 mila unità (+ 1.6%). Per gli ospedali pubblici veneti, i posti letto usati nello stesso periodo valutato per i privati, vede una flessione di circa 2.000 unità, con un calo addirittura del 13,4%. Di più. Le giornate di degenza, per il pubblico, calano di circa 50 mila unità, con una riduzione pari all’ 1,7%".

"E naturalmente anche per il Polesine le cose non vanno bene per gli ospedali pubblici - continua Brusco -. Dalle nuove schede risulta una perdita di 80 posti letto ospedalieri a Rovigo, di 65 a Trecenta e 39 ad Adria. In totale una perdita di 182 posti letto, pari a circa il 21%. Inoltre, i posti letto usati risultano essere inferiori ai 677 rimasti (- 45 – 6,6%). Le giornate di degenza stimate calano con una situazione particolarmente grave per Adria (- 1.315 – 3,66%) e Trecenta". 

"Per il San Luca il richiamo al pessimo sindaco Antonio Laruccia è obbligatorio. Questo signore che non sentiamo criticare la Regione, cosa dice se nel periodo ricordato, la perdita stimata di giornate di degenza ospedaliera al San Luca è stata di oltre 7.000 giornate (- 20%)? Ripeto meno 20% in soli 5 anni, di giornate di degenza. Cosa aspetta a fare qualcosa? Che chiudano anche altri reparti o taglino altri posti letto per acuti? Per le cliniche private polesane, invece tutt’altra cosa. Dal 2017 al 2019, 62 milioni di euro ogni anno, già previsti dall’Ulss Polesana, un aumento (non un taglio) di 29 posti letto rispetto le precedenti schede ospedaliere (+ 10% di posti letto) e oltre 4.000 giornate di degenza in più rispetto al 2012 (+ 7,8%). Polesine, salvati da Lega, Forza Italia e Pd.  Trecenta, liberati da Laruccia".

21 febbraio 2018
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