IL CASO ROVIGO Parla l’ex proprietario di “Quattro”, il cucciolo di dogo argentino preso in carico dall’associazione Città degli Angeli di Cavarzere che ha iniziato una colletta per pagarne le cure. “Io tratto bene i miei cani, i cuccioli li ho allattati

“Non ho mai trattato male quel cucciolo”

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Non ha niente da ridire con l’appello dell’associazione che cerca fondi per le cure di Quarto, in origine Flash, ma vuole precisare la sua posizione. L’ex proprietario del cucciolo di dogo argentino, preso in carico dall’associazione di Cavarzere Città degli Angeli, che ha lanciato un appello/colletta per trovare i soldi per le cure del cucciolo (LEGGI ARTICOLO), spiega la storia di Quarto. “Non mi hanno consigliato di sopprimerlo, ma di aspettare qualche mese per vedere se riesce a crescere con il problema alla testa che ha, dovuto da una aggressione dei fratelli”

Rovigo - “Non sono un allevatore e i miei cani li tratto bene, dormono in divano. Quarto, che io avevo chiamato Flash, è uno dei 14 cuccioli della mia femmina di dogo che ha subito una aggressione dai fratelli. Gli hanno rotto il cranio, non è malnutrito”. Sono le parole dell’ex proprietario del cucciolo di dogo argentino preso in carico dall’associazione di volontariato Città degli Angeli, di Cavarzere. All’ex proprietario non è piaciuta l’immagine che l’associazione gli avrebbe “affibbiato” e racconta la sua versione della storia di Quarto.

“Intanto preciso che non sono un allevatore e che non ho guadagnato più di qualche centinaio di euro dalla vendita dei cuccioli, che ho tra l’altro allattato personalmente con il biberon visto che la mamma ha avuto una mastite e non ha potuto prendersi cura di loro - spiega l’ex proprietario -. Io ho una coppia di dogo che si sono accoppiati e hanno fatto 14 cuccioli, due nati morti. Come dicevo la madre ha avuto un problema ed è stata operata dopo il parto, così abbiamo dovuto prenderci cura dei cuccioli al suo posto. Sono cresciuti sani ma un giorno quando sono tornato a casa i cuccioli si erano aggrediti fra di loro causandosi delle serie lesioni. In tre erano malridotti e li ho portati di corsa dal veterinario ma due sono morti, il terzo invece è proprio Quarto. Purtroppo lui ha subito lesioni alla testa, i fratelli gli hanno perforato la scatola cranica e ha riportato lesioni al cervello. Per questo cammina in questo modo”.

“Il veterinario mi ha detto che sarebbe stato difficile crescere un cane che diventerà 50 kg in quelle condizioni ma che avremmo dovuto aspettare qualche mese per vedere se riusciva a crescere lo stesso. Ho riportato a casa il cucciolo ma la mamma, quando lui si avvicinava, lo aggrediva. Così quando un conoscente mi ha detto che conosceva una volontaria dell’associazione che avrebbe potuto prendersene cura ho acconsentito perché in casa era difficile crescerlo separato dai genitori. Gli altri cuccioli li ho veduti a 200 euro solo per recuperare i soldi di spese mediche, non ci ho guadagnato nulla. Quarto è stato portato via senza farmi molte domande e non tollero che mi si dipinga come un allevatore che voleva uccidere il cucciolo perché impossibilitato a venderlo viste le sue condizioni. Non contesto la campagna dell’associazione per recuperare i soldi per le cure, ma contesto il fatto che mi si voglia far passare per un mostro”.
 
21 febbraio 2018
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