SALUTE ADRIA (ROVIGO) I comitati Ca' Emo Nostra e In difesa dell'ospedale chiedono all’Ulss 5 Polesana di avviare un'urgente indagine epidemiologica sui territori coinvolti dagli sversamenti

La richiesta: "L’Ulss avvii un’indagine epidemiologica sui territori degli sversamento"

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Gli sversamenti di Coimpo nei terreni adiacenti hanno provocato effetti di inquinamento non solo ambientale ma anche problemi per la salute della gente: è per questo che i comitati Ca' Emo Nostra e In difesa dell'ospedale di Adria hanno chiesto all’Ulss 5 Polesana di avviare un'urgente indagine epidemiologica sui territori coinvolti dagli sversamenti



Adria (Ro) - “Il caso Coimpo, se dovessero essere confermati i fatti raccontati dalla stampa in questi mesi, rischia di essere la punta dell'iceberg di un sistema malato, frutto di un’interpretazione predatoria delle regole del mercato, che porta a morti sul lavoro, e sconvolge un territorio che si trova a fare i conti con lo spettro di un pesante inquinamento che, ora, con una riforma inadeguata della sanità regionale, rischia di rendere carta straccia l'articolo della nostra Costituzione sul diritto alla salute”. 

E’ il commento dei comitati Ca' Emo Nostra e In difesa dell'ospedale di Adria e dei servizi socio - sanitari che chiedono con forza all’azienda Ulss 5 Polesana di avviare un'urgente indagine epidemiologica sui territori coinvolti dagli sversamenti. “Chiediamo, con altrettanto impeto, ai politici nazionali e regionali e agli amministratori locali l'adozione, per il futuro, di politiche orientate in senso preventivo a scongiurare il ripetersi di tragedie annunciate” affermano.

I due comitati fanno presente come il reimpiego in agricoltura di fanghi degli impianti di depurazione dovrebbe essere - secondo la normativa che lo disciplina - un metodo sicuro ed economico per il recupero di rifiuti, con lo scopo, contestuale, di migliorare lo stato nutrizionale del suolo. 

“Ma, dopo anni di uso agronomico sui suoli di fanghi di recupero e di loro derivati, - commentano - ci si ritrova nel Polesine con analisi ufficiali dei terreni che evocano nomi sinistri come idrocarburi pesanti (C>12) e policlorobifenili (PCB), sintomo di una grave oppressione del territorio. Questi composti penetrano nel terreno, vengono catalizzati dalle piante ed entrano nel ciclo alimentare di animali ed esseri umani e, alcuni, hanno effetto cancerogeno”.

“Ed è in questo quadro che interpretiamo il processo di impoverimento della sanità nel Delta. - concludono - Decadimento che ci porta a chiedere se, continuando in questa rovinosa direzione, questa sanità sarà in grado di dare risposte adeguate a un territorio dove, tra qualche anno, potremmo trovarci ad affrontare i pesanti effetti dell'inquinamento sulla salute dei polesani”.

23 febbraio 2018
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