LA BUONA SANITA' ROVIGO La lettera di Valerio Laruccia, che spiega come sia rimasto colpito dall'accoglienza ricevuta nel Reparto guidato da Paolo Friemel dell'ospedale di Rovigo

"In Ortopedia ho trovato professionalità e umanità. Grazie"

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Una lettera piena di riconoscenza, quella che un paziente dell'ospedale di Rovigo ha ritenuto di inviare, per ringraziare dell''ottiima assistenza, sia dal punto di vista professionale che umano


Trecenta (Ro) - "Sono stato un paziente del reparto ortopedia dell'ospedale di Rovigo, in quanto dovevo affrontare un'operazione chirurgica abbastanza delicata". E' l'esordio della lettera con la quale Valerio Laruccia, figlio del sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, racconta dell'esperienza vissuta in ospedale a Rovigo, assolutamente positiva, assicura, sia dal punto di vista della professionalità del personale che della sua grande umanità.

"Sono entrato verso le ore 8 del 27 febbraio - prosegue il racconto - e dopo essere stato accolto e sistemato con disponibilità e gentilezza dal personale infermieristico, ho ricevuto la visita del dottor Paolo Friemel, primario del reparto ortopedico e dei suoi collaboratori, il quale scrupolosamente, mi rassicurava che l'intervento sarebbe stato effettuato nella mattinata stessa".

"Dopo un' ora e mezza circa, con estrema puntualità, venivo accompagnato presso la locale sala preoperatoria dove venivo accolto dall'infermiere Andrea Bettarello che mi metteva subito a mio agio con simpatia e dedizione verso il paziente, subito dopo all' interno del preoperatorio, incontravo Giovanni De Santis, anestesista che con estrema professionalità ed ironia mi tranquillizzava e mi faceva ridere con scherzi e battute, vista un po' di preoccupazione da parte mia".

"Successivamente, entravo nella sala operatoria vera e propria dove aveva inizio l'intervento che sarebbe durato circa un'ora. Faccio presente che durante l' operazione, un'infermiera di nome Cristina Barchi, mi è stata vicino tutto il tempo, tenendomi la mano con un affetto a dir poco materno e chiacchierando con me, mi faceva compagnia e distraeva la mia attenzione".

"In un momento storico nel quale si vedono e si sentono quasi solamente situazioni ed episodi di malfunzionamento della sanità pubblica e di figure professionali incompetenti, mi faceva piacere segnalare e riconoscere invece alle persone raccontate in questa breve storia l'effettiva professionalità e serietà dimostrate verso un solo paziente.. Ma soprattutto la dedizione al lavoro e l'impegno quotidiano che mettono in campo ogni singolo giorno, nell'assoluto anonimato".

"Si ringraziano pertanto il dottor Paolo Friemel, la caposala Maria Angela Guadagnoli, il dottor Giovanni De Santis, gli infermieri Alessandro Visentin, Cristina Barchi, Andrea Bettarello come ottimi esempi di un paese che funziona. L'intervento è riuscito perfettamente".
27 febbraio 2018
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