VOTO DEL 4 MARZO ROVIGO Pier Paolo Baretta ritiene il risultato ottenuto nel collegio di Rovigo una sconfitta evidente e senza attenuanti del Partito democratico

"La protesta e la ribellione hanno prevalso sugli impegni presi"

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Come per Crivellari (LEGGI ARTICOLO) si conclude l’esperienza in Parlamento anche di Pier Paolo Baretta, candidato nel collegio uninominale al Senato per il centrosinistra nel collegio di Rovigo, che ha visto come l’impegno diretto e costante nel territorio non è stato sufficiente a contrastare invece il dato di protesta e di ribellione

Rovigo - “Grazie del vostro impegno, del vostro sostegno generoso al nostro partito, alla nostra coalizione, alla mia candidatura. Abbiamo vissuto questo mese con passione, disponibilità e umiltà. Abbiamo incontrato, conosciuto, ascoltato persone e problemi, luoghi e speranze. Abbiamo dato risposte e preso impegni che, comunque, per quanto nelle nostre possibilità, manterremo”. 

Pier Paolo Baretta, candidato nel collegio uninominale al Senato per il centrosinistra, commenta gli esiti del voto del 4 marzo a Rovigo che lo hanno visto terzo dopo Roberta Toffanin e Micaela D’Aquino con il 20,39% dei voti che equivalgono a 55.855 preferenze. 

“Gli elettori hanno fatto le loro scelte ed il nostro impegno diretto e costante nel territorio non è stato sufficiente. - commenta - È prevalso un dato nazionale di protesta e di ribellione, di paura e di chiusura. Il presente con le preoccupazioni contingenti, legittime o eccessive, e il futuro ancora incerto, anche se migliore di ieri, hanno avuto la meglio sui buoni risultati raggiunti per rilanciare il Paese, in questi 5 anni difficili di governo, e sulla strada intrapresa e sulle sue opportunità. Il valore del territorio, dei suoi problemi e delle sue necessità; i programmi, i candidati, la loro fisionomia, esperienza, disponibilità personale non sono stati presi in considerazione, non hanno rappresentato valore aggiunto nelle scelte dell'elettorato”. 

“La sconfitta evidente e senza attenuanti del Partito democratico e le affermazioni clamorose della Lega e del Movimento 5 stelle sono lì a dimostrare che si vince quando si riescono a presentare proposte alternative, che definiscono un’identità. - afferma - Il Partito democratico, il nostro partito ha avuto la forza, in questa campagna elettorale, di presentare proposte credibili per il futuro del Paese, ma troppo tardi. Per troppo tempo l’agenda politica italiana è stata dettata da Lega e 5 stelle su temi scottanti e controversi sui quali devono contare più i valori che le convenienze. Anche in Veneto, come in tutto il Paese, siamo di fronte ad una dura realtà, che ci obbliga a una riflessione profonda delle nostre scelte: politiche, organizzative e di rappresentanza”.  

Si conclude così l’esperienza in Parlamento per Baretta “ma non cessa il mio impegno civico. - sostiene - A maggior ragione sento, mai come ora, di fronte a questo risultato, così pesantemente negativo, il dovere di testimoniare e sostenere, con maggior nettezza di quanto abbiamo fatto finora, il valore profondo dei nostri ideali, delle nostre convinzioni economiche e sociali, civili e istituzionali, fondate sull’eguaglianza diffusa e la solidarietà condivisa; sulla parità tra tutte le persone e l'altruismo; su un'Europa più forte e migliore e su uno Stato più presente e federale, su un Veneto accogliente e sereno. Ripartiamo da tutto ciò, da noi stessi e dai nostri valori, con coraggio, senza arroganza, ma con determinazione; sia pure controcorrente e in minoranza, in politica e nella società, ma assieme a quel 20% di Veneti e di Italiani che hanno condiviso e sostenuto, col loro voto, le nostre ragioni di civiltà e di futuro”.
5 marzo 2018
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