IL CASO A ROVIGO Il nipote segnala la situazione della zia, l'Ulss 5 precisa: "E' vero, non c'erano posti letto, ma ha ricevuto tutta l'assistenza clinica necessaria e ha effettuato gli esami"

"A 80 anni oltre 12 ore al pronto soccorso". "Vero, ma ben assistita"

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Una segnalazione, da parte di un giovane altopolesano, E. S., molto chiara: la zia, sugli 80 anni, R. Z., è rimasta in pronto soccorso a Rovigo all'incirca dalla 6.30 del mattino di martedì 6 marzo alle 19 della medesima giornata, per passare poi in astanteria e, infine, in Rianimazione. Il tutto causa la mancanza di posti letto. Una situazione che ha fatto arrabbiare e non poco il giovane. Da parte dell'azienda sanitaria Ulss 5, rammarico per non avere immediatamente trovato una sistemazione logistica ottimale, ma la precisazione che, dal punto di vista clinico, tutto è stato fatto a regola d'arte



Rovigo - Dall'alba a ben oltre il tramonto in pronto soccorso. Oltre 12 ore, secondo la segnalazione del nipote che è stato fianco a fianco dell'anziana zia, 80enne, che era arrivata all'ospedale di Rovigo verso le 6.30 della mattinata di martedì 6 marzo, per problemi di cuore, in codice rosso, per una sindrome coronarica. Solo dopo le 19, segnala il nipote, si è potuta spostare dal pronto soccorso all'astanteria e, in tardissima serata, infine in Rianimazione. La lunga attesa al pronto soccorso sarebbe stata motivata dalla mancanza di posti letto. Una segnalazione alla quale l'Ulss 5 ha fornito immediatamente riscontro, confermando che, in quel momento, non c'erano posti letto, ma tenendo anche a precisare con chiarezza che, pur con una sistemazione logistica d'emergenza, tutta l'assistenza clinica del caso è stata prestata, in termini di visite ed esami.

A contribuire a determinare la mancanza di posti letto, ci sarebbe stato anche un eccezionale afflusso al pronto soccorso nei primi giorni della settimana, ben oltre la media stagionale, con i conseguenti ricoveri. "Esprimiamo rammarico e dispiacere - spiega l'Ulss 5 Polesana - per non avere potuto immediatamente trovare una sistemazione ottimale dal punto di vista logistico, ma assicuriamo che dal punto di vista clinico la paziente ha ricevuto la stessa attenzione che le sarebbe stata tributata nel caso avesse trovato immediatamente posto in reparto". In parole povere, la sistemazione, per quanto precaria, non ha impedito in alcun modo, spiega l'azienda sanitaria, le visite, gli esami e le prime terapie, come la ventilazione.

Inizialmente - prosegue la spiegazione dell'azienda sanitaria - si pensava a un ricovero in Gastroenterologia, dal momento che, pur non essendo il Reparto strettamente attinente la sua patologia, si era liberato un posto letto. Ma l'ultimo esame ha evidenziato un aggravarsi delle condizioni che ha consigliato il ricovero immediato in Rianimazione. Ora le condizioni dell'anziana appaiono stabili.

7 marzo 2018
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