CULTURA PORTO VIRO (ROVIGO) Venerdì 9 marzo alle ore 21.21 presso la Sala Eracle si terrà lo spettacolo “Mio eroe” di e con Giuliana Musso

Voci di madri contro la retorica della guerra 

Tra ville e giardini 2018
Una dolorosa e poetica confessione che diventa denuncia etica e politica di tre donne, madri di militari morti durante la guerra in Afghanistan quella che viene proposta da Giuliana Musso per lo spettacolo “Mio eroe” di venerdì 9 marzo presso la Sala Eracle di Porto Viro 

Porto Viro (Ro) - Riprende a Porto Viro, venerdì 9 marzo, la rassegna teatrale “Punti di vista” con lo spettacolo “Mio eroe” di e con Giuliana Musso, che racconta la guerra in Afghanistan vista dagli occhi di una madre che deve dolorosamente separarsi dal figlio, ucciso in uno scontro a fuoco. 

Giuliana Musso, una delle maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine, vale a dire di un teatro che si colloca al confine tra giornalismo d’inchiesta, poesia, denuncia e comicità, nello spettacolo “Mio eroe”,  scritto assieme ad Alberto Rizzo, affronta il tema della guerra contemporanea e trae ispirazione dalla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione Isaf (2001- 2014). 

La voce che la Musso porta in scena è quella delle loro madri. Una voce però che la Musso non modula solo nelle corde della madre dolorosa, ma che esce dagli stereotipi, ponendosi degli interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. 

Sulle musiche curate ed eseguite da Andrea Musto, le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono piùne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra in tempo di pace.
Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico: Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra proprio quando siamo di fronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. 

In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità ci risuonano per quello che ancora sono anche alle nostre orecchie: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana. 

Lo spettacolo ha vinto il premio “Cassino Off 2017”.
8 marzo 2018
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