TEATRO BALLARIN LENDINARA (ROVIGO) Paolo Crepet per Incontri con l’autore il 9 marzo. Il noto psichiatra cattura la platea: “Quando ci verrà la nausea saremmo pronti per salvarci”

“Basta omologazione, troviamo il coraggio di essere tutti diversi”

Tra ville e giardini 2018

La platea del teatro era piena di gente per ascoltare Paolo Crepet, il noto psichiatra, divulgatore anche in tv. Uno degli appuntamenti di Incontri con l’autore organizzati da Fondazione Aida, Provincia di Rovigo, Rete delle biblioteche e comune di Lendinara. Dopo il saluto del sindaco Luigi Viaro è iniziato lo “spettacolo”, un’ora e un quarto di aneddoti e risposte alle domande poste dalla giornalista Irene Lissandrin. E’ stato divertente oltre che parecchio interessante


Lendinara (Ro) - Arriva con un leggero ritardo causato dal treno ma l’appuntamento con Paolo Crepet al teatro Ballarin della città ripaga di ogni attesa. L’atmosfera dell’incontro, condotto da Irene Lissandrin, direttore di RovigoOggi.it ma anche presidente del comitato dello stesso teatro, inizia frizzante e ricca di simpatia, e chiude con la forte motivazione del perché il noto psichiatra, sociologo e scrittore in tour per la presentazione del suo ultimo, ma ennesimo libro di successo, vada di città in città, di teatro in teatro, di confronto in confronto. Il libro parla del Coraggio: coraggio di vivere, amare ed educare. Il testo è un vero inno, una sorta di ultimo appello, una chiamata alle armi per raccogliere ciò che rimane nell’odierna società del sentimento che dà forza all’animo, il coraggio. L’incontro con i 200 del pubblico di Lendinara ha messo in luce ciò che non va in questa società, ciò che è ributtante e abominevole, perché anti libertà, anti felicità, anti amore per gli altri.

“I social sono la via breve per rimbecillirsi” ha detto e via di esempi esilaranti per dimostrare quanto influiscano social, chat, smartphone nella vita quotidiana. Dal messaggio “è pronta la cena” scritto sulla chat di famiglia quando tutti sono in casa ma in stanze diverse occupati a chattare con altri, alla scuola che forma “solo mediocri perché non premia i più bravi”.

L’invettiva contro la scuola è potente, “troppo occupata a livellare al ribasso, a promuovere senza distinzione, venendo meno al suo obiettivo principale che è quello di portare conoscenza, alla massima conoscenza possibile”.

Crepet è severo anche con i genitori che invece di stimolare i figli a cavarsela, li supportano senza tregua, fino ad offrire la stanza di casa perché il figlio o figlia quattordicenne consumi una copulazione in tutta sicurezza, “alla faccia delle scuole di vita che erano gli argini dei fiumi o i plaid arrangiati dagli amici, o gli scomodi interni delle auto” ed ecco l’aneddoto di un amico che, ai tempi della sua giovinezza, prestava la Printz “altro che il letto di casa”.

La platea ride, perché Crepet è così, simpatico e crudele nello stesso tempo. C’è poco da ridere su quel che racconta, frutto di studio, approfondimento, tre lauree, svariate ricerche al Cnr all’Oms al Censis, professore universitario nelle migliori università del mondo, consulente per i ministeri e direttore di una scuola per genitori. Un luminare della mente umana peraltro sociologo, appassionato di arte e musica, con una capacità non indifferente nel leggere il flusso della storia, e con una grande capacità di scrivere, ovvero raccontare. Inoltre conosce le persone; ogni giorno continua a ricevere email da giovani e giovanissimi che lo interpellano per problemi personali.

“Il coraggio non è per tutti, ma solo per chi ce l’ha” diceva Alessandro Manzoni, e l’appello finale di Crepet alla platea è quello di avere il coraggio di prendere in mano tutto ciò che si è appreso, saputo, conosciuto, sentito e maturato e di trasmetterlo ai più giovani, come chi prima di noi ha insegnato a noi. “Abbiamo il coraggio di educare chi ci sta attorno, chi ha bisogno di sapere e soprattutto di essere guidato”. “Trasmettiamo il coraggio di immaginare, immaginare un mondo migliore, un futuro nuovo, e poi il coraggio di crederci e non mollare mai”. 

Un grande.

 

 

11 marzo 2018
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