CULTURA ADRIA (ROVIGO) Domenica 18 marzo alle ore 16.30 al Teatro comunale si terrà lo spettacolo ispirato al celebre romanzo di Baum interpretato dalla compagnia Kaos Balletto di Firenze

Il mago di Oz sulle punte 

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Coreografie ricche di dinamicità, fisicità e colore che si uniranno a scenografie con la realtà spaziale aumentata si vedranno con lo spettacolo di danza Il mago di Oz interpretato dalla compagnia Kaos Balletto di Firenze domenica 18 marzo alle ore 16.30 al Teatro comunale di Adria



Adria (Ro) - Domenica 18 marzo alle ore 16.30 al Teatro comunale di Adria protagonista assoluta la danza per lo spettacolo Il mago di Oz interpretato dalla compagnia Kaos Balletto di Firenze.

Lo spettacolo è ispirato al celebre romanzo di Frank Baum, una storia senza tempo che ha fatto crescere generazioni di ragazzi, raccontata in palcoscenico unendo una danza virtuosa ed esplosiva a tecnologie avanzate di proiezione video. Dal punto di vista del coreografo Dorothy è una ragazza che affronta le difficoltà della crescita ed il passaggio da adolescente ad adulta. La sua presa di coscienza che il mondo reale necessita di intelligenza, coraggio e cuore, la porta prima ad allontanarsi dalla realtà e una volta trovate in sé queste tre virtù, a ritornarvi finalmente matura. 

In questo originale allestimento hanno un ruolo non secondario le scenografie, ovvero forme geometriche sulle quali si realizzano proiezioni in videomapping, con cui i danzatori interagiscono, che accompagnano lo spettatore nel percorso dei protagonisti fino alla conclusione della vicenda. Nota come realtà spaziale aumentata, il videomapping è una tecnologia di proiezione utilizzata per trasformare oggetti, spesso di forma irregolare, in una superficie di visualizzazione per proiezioni video, grazie all’uso di software dedicati. Questa tecnica permette di aggiungere dimensioni extra, illusioni ottiche e dinamismo a oggetti statici, innescando una narrazione audio-visiva di grande effetto, che colpisce lo spettatore e lo porta a immergersi appieno nella storia.

La prima scena esprime la desolazione e la solitudine in cui vive Dorothy nella sua casa: in un’atmosfera completamente grigia, Dorothy vive la noia di una fase esistenziale statica e priva di prospettive. Nella seconda scena un ciclone colpisce la casa e trasporta Dorothy nella Terra Blu dei Munchkin, ad Oz, dove la ragazza affronta e sconfigge la Strega dell’Est che è vista dal coreografo come la personificazione della noia, della solitudine e isolamento che la ragazza provava nel suo luogo di origine, il Kansas. Dorothy si trova così in un mondo fantastico, dove però sente la mancanza degli affetti e della propria terra, fatti che la inducono a chiedere aiuto alla Strega del Nord e al Mago di Oz, che le indicheranno la strada. Inizia per la ragazza un viaggio pieno di avventure che la porteranno a crescere interiormente e maturare sul piano psicologico ed emotivo. La scenografia diventa sempre più colorata e animata, grazie anche alla presenza in contemporanea di proiezioni che costruiscono ambienti. Il viaggio si conclude con la presa di coscienza di Dorothy, che una volta conquistato il coraggio, la lucidità e la sensibilità necessarie, è pronta a rinunciare alla fuga dalla realtà per tornare a casa ed affrontare la quotidianità.

13 marzo 2018
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