CARABINIERI ROVIGO Il 33enne Alexei Boldurescu, lattoniere, trovato senza vita tra Ca' Emo e Villadose, non si escludono le cause violente, indagini in corso

Trovato morto e legato con fascette, tragedia nella notte

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E' stato trovato senza vita a fianco del suo furgone, il moldavo di 33 anni residente in Polesine, verso le due di notte, in via Verdi a Villadose, al confine con l'abitato di Ca' Emo

Villadose (Ro) - Trovato senza vita a fianco del proprio furgone. E' così che, secondo i primi riscontri, è stato trovato un moldavo di 33 anni, del luogo, in via Verdi a Villadose, verso le due della notte tra lunedì 12 e martedì 13 marzo. Il cadavere era vicino al furgone dell'uomo. Sul posto si sono portati i carabinieri del Nucleo investigativo, segno che le cause della morte, al momento, non sono chiarite e non si escludono cause violente. A perdere la vita è stato Alexei Boldurescu, classe 1985, professione lattoniere.

Al momento la ricostruzione ritenuta più attendibile parlerebbe di un suicidio, ma non ci sono ancora certezze e starà comunque all'autorità giudiziaria disporre eventuali approfondimenti. Il giovane moldavo risulta sposato con figli. I primi accertamenti non hanno consentito di individuare segni di violenza. La morte sarebbe sopraggiunta per strangolamento. Al collo aveva una fascetta da elettricista. Una modalità di suicidio che apparirebbe insolita, ma che non appare da escludere. In questo momento, anzi, rappresenterebbe, secondo indiscrizioni, la pista privilegiata.

Il giovane, secondo una prima ricostruzione dei fatti, non era rientrato a casa dopo essere uscito per una commissione. Per la precisione, per caricare del pellet, in effetti individuato sul suo furgone. Il protrarsi dell'assenza aveva preoccupato la moglie e gli amici, che avevano lanciato l'allarme. Era stata una pattuglia dei carabinieri aveva trovato il corpo, nel quadro delle ricerche immediatamente avviate.

Secondo le prime informazioni, oltre alla fascetta da elettricista avvolta attorno al collo, ne sarebbero state trovate altre due, una per caviglia, unite da una terza a fare da ponte. Una situazione che viene comunque ritenuta compatibile con il suicidio, verosimilmente di una persona estremamente determinata a farla finita e intenzionata a premunirsi contro quell'istinto di sopravvivenza che avrebbe potuto spingerla a correre all'esterno per cercare soccorso, dopo essersi stretto il cordone di plastica al collo.

A fare scartare l'ipotesi dell'omicidio, il fatto che non sono stati trovati segni di ferite o traumi di alcun genere sul corpo del 33enne. Il tutto nonostante i fatti siano immediatamente stati trattati con la massima attenzione. Dopo il ritrovamento sono infatti accorsi sul posto il comandante della Compagnia di Rovigo Salvatore Gibilisco, assieme ai vertici del Reparto operativo, col maggiore Umberto Carpin, e con gli uomini dell'Investigativo, che ha poi preso in mano gli accertamenti, sotto la direzione del maggiore Nicola Di Gesare.

Particolare non secondario, nel furgone, attualmente posto sotto sequestro, sarebbero state trovate altre fascette dello stesso modello di quelle che il deceduto avrebbe, secondo l'ipotesi del suicidio, usato su se stesso.
13 marzo 2018
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