LICENZIAMENTO LAVORATORI ONORANZE FUNEBRI ROVIGO Botta e risposta tra il sindaco e i sindacati accusati del primo cittadino di non aver accettato una proposta di tutela. “Ma a chi l'ha fatta la proposta? Mai incontrato”

“Colpa dei sindacati? Dovreste solo chiedere scusa"

Davide Benazzo (Cgil fp), Alessandro Duò e Massimo Bergamin

Non si ferma la polemica sul licenziamento di 4 lavoratori delle Onoranze Funebri la cui parte a maggioranza pubblica era stata venduta solo pochi mesi fa al privato (LEGGI ARTICOLO). E mentre il sindaco parla di fantomatiche proposte che i sindacati negano di aver mai ricevuto, 4 lavorati sono rimasti per strada. I sindacati: “L'unica risposta accettabile dall'amministrazione sarebbe: ci dispiace abbiamo sbagliato, rimedieremo”


Rovigo – “Per il sindaco di Rovigo la scelta di vendere un’azienda pubblica in attivo e non scrivere alcuna tutela per difendere i lavoratori è diventata colpa del sindacato. Per fortuna che il sindacato c’è, altrimenti era colpa direttamente dei lavoratori”. Davide Benazzo (Cgil fp), Enrico Rigolin (Cisl Femca) e Carlo Ronzino (Uiltec Uil) rispondono alle dichiarazioni del sindaco Massimo Bergamin in merito alla vicenda del licenziamento di quattro lavoratori delle Onoranze Funebri ex azienda al 90% pubblica, venduta al privato per mano dell'amministratore unico di Asm spa, Alessandro Duò, con il mandato del consiglio comunale.

Ecco le dichiarazioni del primo cittadino. “Preciso che in un incontro con le organizzazioni sindacali ho proposto una mediazione con l'inserimento di una clausola di salvaguardia degli assetti occupazionali per 3 anni – spiega il primo cittadino – Proposta rifiutata dal sindacato che ha avanzato la richiesta della garanzia del posto di lavoro per 10 anni,cosa che nessuna impresa privata avrebbe mai accettato. Se ci fosse stata una apertura, avremmo avuto il tempo per affrontare la situazione. Le vicende negative legate ad Onoranze Funebri sono ben note e la loro genesi risale alla gestione del governo di sinistra, all’epoca al vertice sia del Comune di Rovigo che dell’azienda partecipata. Per guardare solo al bilancio, per esempio, il 2014 si è chiuso con una perdita di 66.588 euro, mentre il 2015, ancora, si è chiuso con un passivo di 60.503 euro. Dall'insediamento di questa amministrazione e con la nomina da parte mia della nuova amministratrice Laura Drago, sono state attuate una serie di azioni volte a risanare il bilancio con una riduzione dei costi di circa 100mila euro, portando così l'azienda ad un risultato economico positivo di 30mila euro in un solo anno. Come ha potuto una azienda che fornisce servizi sul libero mercato (quindi in regime di concorrenza) perdere così tanti soldi negli anni quando le stesse imprese del settore sono solide e con bilanci floridi? Forse sono stati assunti troppi lavoratori prima? Le risposte dovrebbero darle, ancora una volta, molti amministratori del passato. Noi, che siamo quelli di oggi, stiamo già lavorando, da ieri sera, per trovare una soluzione a favore dei quattro lavoratori licenziati”.

I sindacati, però, negano che un incontro con il sindaco sia mai avvenuto. “Quando siamo venuti a conoscenza, come tutti i cittadini di Rovigo, dell’intenzione di Asm di vendere le Onoranze Funebri abbiamo chiesto ufficialmente un incontro al sindaco. Nessun incontro ufficiale è mai avvenuto tra i tre sindacati e il primo cittadino. A questo punto la domanda viene spontanea: a chi ha fatto la proposta dei tre anni?”, spiegano Benazzo, Rigolin e Ronzino.

“In nessun documento si parla di tre anni di tutele. L’unico documento ufficiale è la proposta di accordo fatta dalle tre organizzazioni sindacali inviata anche ai consiglieri comunali, alla quale Asm spa ci ha risposto con l’unico documento da loro scritto in merito e dicendoci nella sostanza che la proposta era irricevibile. Dopo quella risposta per le vie brevi si è chiesto un intervento del sindaco con l’unico risultato reale dell’uscita del bando di gara dove non vi era nessun accenno ai lavoratori”.

“Il balletto delle colpe poco ci interessa. Altrimenti dovremmo chiederci dove sono finite le rassicurazioni fatte nelle quali si diceva che per i lavoratori nulla sarebbe cambiato e che i sindacati sbraitavano per nulla, quello si che è stato detto e scritto. Basti pensare a quanto affermato dall’assessore Garbo che in Consiglio Comunale ha testualmente detto: 'Non si sta vendendo l’azienda, ergo, i dipendenti non sono a rischio. Questo ci tengo a sottolinearlo con enfasi'. E come lei tanti altri”.

“Ora però la realtà è diversa. Smettiamola perciò di cercare colpe in chi giustamente protestava prima e grida aiuto in questo momento non sono stati i lavoratori e nemmeno chi li rappresenta a decidere che lo stipendio di quattro famiglie di questo territorio diventasse guadagno di un’azienda privata di Bresciache a conti fatti in 4/5 anni senza 4 lavoratori da pagare ha già recuperato il costo dell’azienda comprata. Chi ha deciso di non tutelare i lavoratori è stata Asm spa e la Politica che ha deciso di vendere”. 

“La risposta che ci aspettiamo ora è molto semplice – concludono i sindacati -  'Cari Lavoratori ci siamo sbagliati ed ora, nelle responsabilità del ruolo di amministratori, cercheremo di trovare le soluzioni al danno fatto per ridarvi il futuro che vi abbiamo tolto'”.

 

 

14 marzo 2018
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