SANITA' ADRIA (ROVIGO) Rompe il silenzio il Comitato per la difesa dell'ospedale ed esulta sulla presunta pace fatta tra sindaci e Ulss 5 Polesana e all'apertura dei nuovi sportelli di front office. “Ma c'è ancora molto da fare”

Front office potenziato. Il comitato: “Soddisfatti che nostre critiche servano a qualcosa"

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Torna a parlare il Comitato per la difesa dell'ospedale di Adria e dei servizi socio sanitari plaudendo alle nuove iniziative messe in atto dalla direzione generale e dalla Regione a beneficio degli utenti del Bassopolesine. Iniziative delle quali si prendono anche un po' di merito: “Con le nostre parole e con le nostre azioni abbiamo dato voce a reali necessità, a legittime esigenze dei cittadini”



Adria (Ro) - “Da qualche giorno a questa parte, abbiamo voluto osservare un rigoroso silenzio stampa. Del resto, c'erano parecchie cose su cui era necessario riflettere con attenzione. A partire dal nostro mancato incontro con l'assessore regionale Manuela Lanzarin, che, per la seconda volta, non ha potuto riceverci per sopravvenuti impegni istituzionali. Nello stesso giorno in cui il nostro appuntamento è saltato, l'assessore, assieme ai colleghi Luca Coletto e Cristiano Corazzari, ha incontrato la dirigenza dell'Azienda Ulss 5 e alcuni dei sindaci dei nostri comuni del Delta. Se il nostro mancato incontro è servito a determinare una motivata pace o tregua tra i primi cittadini e il direttore generale Antonio Compostella, in virtù degli impegni assunti da quest'ultimo a favore della sanità basso polesana, siamo lieti che il nostro sacrificio sia stato propizio. Per adesso, consci della propensione a sperticarsi in promesse da marinaio del nostro beneamato direttore, noi preferiamo rimanere vigili”. Esulta, ma resta vigile, il Comitato per la difesa dell'ospedale di Adria e dei servizi socio sanitari, che dopo un periodo di silenzio e osservazione degli eventi in corso torna a dire la sua sulla gestione della sanità bassopolesana. 

“Peraltro, non possiamo nascondere di essere moderatamente soddisfatti dell'iniziativa assunta dalla Regione, intenzionata a mettere a disposizione dei cittadini i recapiti telefonici di servizio dei manager sanitari e amministrativi delle Aziende Ulss venete e di posizionare, nelle strutture ospedaliere, delle cassette postali per consentire agli utenti di inoltrare suggerimenti, reclami e apprezzamenti. Se poi, come affermano gli organi di stampa, sarà il governatore Zaia in prima persona a provvedere alla lettura dei 'pizzini' in parola, vorrà dire che potremo contare su due occhi in più per vigilare sulla sanità del Veneto e sull'operato delle dirigenze aziendali”.

Ma la notizia che abbiamo appreso con viva soddisfazione, è quella relativa al potenziamento del front office dell'ospedale di Adria, con l'apertura, dal 18 marzo prossimo, di due nuovi sportelli polifunzionali: il primo, dislocato presso gli sportelli cassa/CUP dell'ospedale vecchio; il secondo, posizionato all'ingresso del poliambulatorio. E, considerato che il provvedimento amplierà l'apertura giornaliera e settimanale degli sportelli, a tutto vantaggio dell'utenza, concedeteci di mettere da parte ritrosia e modestia e di rivendicare un briciolo del merito di questa riorganizzazione. Ciò, in considerazione delle innumerevoli volte che, dal 31 luglio scorso, non abbiamo perso occasione di evidenziare, fino ai massimi livelli, il disagio dei nostri concittadini per la chiusura dei punti informativi posti in essere dalla disciolta Azienda Ulss 19”.

“Ma se, parafrasando Leopardi, 'il gongolar ci è dolce in questo mare', ci sia consentito rimarcare come le criticità che il nostro Comitato ha evidenziato fin da subito, non fossero, come invece qualcuno anche recentemente ha teso a sottolineare, mere critiche alle scelte strategiche dell'azienda o tentativi di cavalcare, per chissà quali scopi, banali spinosità contingenti. Con le nostre parole e con le nostre azioni, abbiamo, bensì, dato voce a reali necessità, a legittime esigenze dei cittadini del Delta polesano. E il velato 'mea culpa' dell'azienda, conferma che avevamo ragione. Ci rimane ancora da capire, in questo contesto di pacche sulle spalle e congratulazioni reciproche, quali saranno gli oneri economici dell'iniziativa, tenuto conto dell'esigenza, sancita per legge, di contenere i costi e quanto siano costati, in termini di fiducia verso la sanità pubblica del nostro comprensorio, questi quasi quindici mesi di disservizi ai cittadini. Rimangono insolute tutte le altre problematiche rilevate sino ad oggi. Situazioni che, dato il loro rilievo, continuano a suscitare la nostra preoccupazione, soprattutto per la gestione, a dir poco inconsistente, con cui sono affrontate dalla dirigenza della nostra Azienda Ulss”.

15 marzo 2018
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