RUGBY ECCELLENZA E’ l’emblema della rodiginità, 131 presenze con la maglia della FemiCz Rovigo, Edoardo Lubian si è laureato in Farmacia  all’Università di Ferrara venerdì 16 marzo

Edoardo Lubian si è laureato in Farmacia 

Edoardo Lubian con i compagni di squadra
Edoardo Lubian si è laureato in Farmacia
Edoardo Lubian si è laureato in Farmacia
Edoardo Lubian si è laureato in Farmacia
Il dottor Greggio con Ero Lubian
Edo Lubian con la famiglia
Edo Lubian con la famiglia
Tra ville e giardini 2018

“Edo” Lubian, 131 presenze dal 2009/10 a oggi con 17 mete, rappresenta l'esempio migliore di come al Battaglini si intenda ancora questo gioco anche quando si diventa “dottori”. A Ferrara, circondato da parenti, amici e compagni di squadra (Matteo Ferro, Giuseppe Boggiani, e l'ex Peter Pavanello) si è laureato in Farmacia venerdì 16 marzo con 89/110. Correlatore il dottore sociale della Rugby Rovigo, il dottor Giovanni Greggio. 
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Rovigo - Quando in quel pomeriggio di maggio del 1935 uno studente di Medicina rodigino portò da Padova il primo pallone da rugby mai visto a Rovigo, nel gruppo di amici che lo aspettavano di “dottori” non ce n'erano molti. Anzi, per la verità, l'unico che aveva un po' di dimestichezza con gli studi era proprio lui, Davide “Dino” Lanzoni, il capostipite di un amore sportivo che dopo più di 80 anni sembra non accennare a sopirsi. Per quale ragione il rugby, nato e diffusosi in Inghilterra tra i rampolli delle classi agiate e nelle università più elitarie, abbia scatenato una sorprendente passione tra gli amici di “Dino” Lanzoni, lontani mille miglia dallo stile “Old England” dei college britannici, resta ancora un mistero. 

O magari, al contrario, questo è il vero segreto del rugby, “uno sport adatto ai gentiluomini di tutte le classi sociali ma non per i cattivi sportivi di qualsiasi classe”, come recita il motto dei Barbarians. Resta il fatto che la storia del Rovigo ci ha consegnato un'iconografia nella quale quella rossoblù è sempre stata considerata la squadra dei “contadini” in opposizione ai “dottori” del Petrarca e ai “signori” del Treviso, giusto per restare alle storiche rivalità del triangolo d'oro del rugby italiano. Etichette che si riferiscono soprattutto agli anni '50 e '60 legate, però, solo in parte alla quantità delle lauree conseguite dai giocatori di queste squadre. A dare sostanza a quelle definizioni un po' grossolane, ma sincere, fu soprattutto il modo di interpretare il gioco: pratico e ruvido quello del Rovigo, curiale e misurato quello del Petrarca, spensierato e sprecone quello del Treviso. 

Questa divisione in classi sociali è rimasta nella memoria della tradizione anche se con il passare degli anni le cose sono cambiate e pure il Rovigo ha cominciato ad avere in squadra sempre più “dottori”. L'ultimo in ordine di tempo è Edoardo Lubian, fresco di laurea in Farmacia conseguita venerdì 16 marzo a Ferrara. La formazione rossoblù, però, pur con un organico dove il “pezzo di carta” non è più una rarità bensì una situazione abbastanza normale, sembra mantenere sempre il suo marchio di fabbrica originale, quello di un rugby da battaglia, ancora “pratico e ruvido” a dispetto delle lauree. E proprio la grinta, il carattere e la volontà di “Edo” Lubian, 131 presenze dal 2009/10 a oggi con 17 mete, rappresenta l'esempio migliore di come al Battaglini si intenda ancora questo gioco anche quando si diventa “dottori”.

Roberto Roversi

16 marzo 2018
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