FILM ROVIGO A partire dal 23 marzo in città si potrà vedere il cortometraggio “L’Isola che c’era” di Alberto Gambato. che racconta le genesi di "Scano Boa"

Quando in Polesine nacque il cinema

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Il documentario che ha ottenuto cinque riconoscimenti ed è stato proiettato in 3 3festival di tutto il mondo, “L’Isola che c’era”, il cortometraggio di 10 minuti ambientato a Scano Boa del polesano Alberto Gambato giunge a Rovigo, con tre proiezioni

Rovigo - Tre occasioni settimanali, a partire dal 23 marzo, di proiezione a Rovigo per il piccolo documentario realizzato dal rodigino Alberto Gambato, finora mai proiettato pubblicamente in città e che racconta la nascita del cinema polesano.

“L’Isola che c’era” - nato da un'idea del Circolo del Cinema di Adria - ricostruisce a distanza di 60 anni la genesi del cortometraggio "Scano Boa" (1954) dalla viva voce di Lamberto Morelli, ultimo superstite della troupe di questo film fondante per il cinema polesano, primissimo esperimento dietro la macchina da presa del regista rodigino Renato Dall’Ara. 

Si trattava di un cortometraggio di 10 minuti ambientato a Scano Boa, ultima isola di sabbia e macchia mediterranea a separare il delta del Po dall’Adriatico. Il racconto si basava su di un fatto di cronaca accaduto pochi mesi prima proprio a Scano Boa: in barca, durante un funerale di pescatori, venne data alla luce una bambina. Proprio sul cortometraggio di Dall'Ara, Gian Antonio Cibotto si baserà poi per la costruzione del romanzo "Scano Boa", che farà successivamente da struttura narrativa al lungometraggio omonimo di Dall'Ara del 1961.

"L'isola che c'era" sarà presentato in Sala Arazzi dell'Accademia dei Concordi venerdì 23 alle ore 16, in forma di lezione sulla nascita del cinema polesano, grazie all'Università Popolare di Rovigo. Sempre venerdì 23, alle ore 20, il documentario aprirà la proiezione del lungometraggio "Scano Boa" (1961) di Renato Dall'Ara, nell'ambito della programmazione di Cinecolonne al CenSer su interessamento del Comune di Rovigo. La proiezione sarà ripetuta venerdì 28, nello stesso luogo alla stessa ora.

Il documentario di Gambato in quattro anni ha rappresentato in Italia un piccolo caso cinematografico: selezionato e proiettato a 33 festival, di cui 15 internazionali fra Regno Unito, Serbia, India, Brasile, Croazia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Bosnia, ha ottenuto cinque riconoscimenti.
 
19 marzo 2018
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