ACCADEMIA DEI CONCORDI ROVIGO Nell’analisi delle teca che ha contenuto per più di 100 anni la madre e il piccolo è emerso un doppio fondo

Altri resti mummificati assieme a Meryt e Baby

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Quattro teste e altri resti mummificati nel doppiofondo della teca di cristallo e legno che ha conservato le mummie mamma e bambino o bambina. La nuova scoperta legata ai reperti dell’Accademia dei concordi sottoposti ora a restauro



Rovigo – Ritrovati altri resti mummificati nella teca che contiene la mummia donna, chiamata Meryt, e la mummia del piccolo, chiamata Baby. Un mese fa le due mummie sono state tolte dalla teca di cristallo e legno che per più di 100 anni le ha accolte, questo per dare il via al loro restauro. Così mentre gli esperti come la professoressa Paola Zanovello della Università degli Studi di Padova, e il professor Emanuele M. Ciampini della Università Ca’ Foscari di Venezia, che con la collaborazione del gruppo di ricerca EgittoVeneto, composto da Claudia Gambino, Giulia Deotto e Martino Gottardo, sovrintendono alla  “Operazione Mummie di Rovigo”, integralmente finanziata, in stretto accordo con l’Accademia dei Concordi, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, si sono occupati in un primo tempo delle mummie, è stata passata al setaccio anche la teca che le conteneva. E qui sta la novità. Si è notata l’esistenza di una parte sottostante i due corpi mummificati. Che non è solo, come si ipotizzava, una pura base finalizzata a rialzare la teca, ma che si è rivelata essere una sorta di “doppio fondo”. Che, una volta aperto, ha rivelato il suo contenuto: un insieme, caotico, di resti umani mummificati: teste (almeno quattro) e parti di arti e di corpi.

Le ipotesi su questo straordinario ritrovamento si affastellano. Secondo la più accreditata, potrebbe trattarsi di altre mummie, giunte insieme a Meryt e Baby dall’Egitto a Rovigo, che all’arrivo sono state trovate spezzate, forse a causa degli scossoni del lungo viaggio. Ma non è da escludersi che, nel riempire i cassoni, il donatore Giuseppe Valsè Pantellini, che nel 1878 e il 1879, riunì e inviò a Rovigo i preziosi reperti tanto ambiti a quell’epoca, abbia ecceduto in zelo disordinato, o forse per la fretta di spedire, prima che gli fosse impedito di far uscire i materiali dall’Egitto, abbia affastellato più oggetti possibili al loro interno…

Meryt e Baby saranno molto attentamente esaminati, prima all’interno dell’Accademia e poi anche all’Ospedale di Santa Maria della Misericordia dove le due mummie saranno sottoposti ad una serie di esami medici, tac compresa.  Alla conclusione di questi esami, di loro si prenderà cura Cinzia Oliva, tra i massimi esperti in Italia del settore, attiva presso il Museo Egizio di Torino".

L’intervento della restauratrice sarà effettuato in un ambiente tecnologico, appositamente creato in Palazzo Roncale e, aspetto eccezionale, sarà eseguito in modo pubblico, ovvero sotto lo sguardo dei visitatori.

20 marzo 2018
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