CRISI DEL LAVORO ROVIGO L’assemblea dei lavoratori dell’associazione Cna ha deciso di scioperare il 28 marzo. Partita anche la richiesta dell'apertura di un tavolo presso l'unità di crisi in Regione Veneto 

Inizia la lotta con lo sciopero: quattro ore mercoledì 

Quattro ore di sciopero sono previste il 28 marzo dai lavoratori di Cna che non hanno trovato nessun accordo con i vertici dell’associazione in merito alla procedura di licenziamento di 18 dipendenti. Nel contempo è stato deciso un tavolo presso l'unità di crisi in Regione Veneto, non escludendo un’eventuale convocazione anche in sede Prefettizia


Rovigo - Inizia già un primo sciopero per i lavoratori di Cna che si sono ritrovati con ben 18 licenziamenti (LEGGI ARTICOLO). A comunicarlo sono Franca Beggiao e Diego Marcomini, per le segreterie provinciali di Cgil e Cisl all’indomani dell’assemblea dei lavoratori di mercoledì 21 marzo, dove è stato ritenuto che la posizione tenuta da Cna fosse inaccettabile in quanto pressochè invariata rispetto al primo incontro. 

Lo sciopero di quattro ore si terrà nella mattinata del 28 marzo con presidio presso la sede di Cna in via Combattenti Alleati d'Europa al fine di dare visibilità e informazione all'opinione pubblica di quanto sta accadendo.

“Abbiamo già espresso la nostra opinione sulla situazione rispetto alle responsabilità di tutto il gruppo dirigente e non solo di qualcuno, - affermano i due segretari - e non abbiamo nessun problema a rincarare la dose nel contestare anche il totale silenzio e latitanza di Cna regionale e Cna nazionale, sicuramente a conoscenza di tutta la storia di Cna Rovigo, i quali non hanno finora mosso un dito rispetto a questa situazione di grave crisi, abbandonando i colleghi anche con oltre 30 anni di anzianità di servizio al rischio di un triste destino”.

“La situazione attuale della trattativa ad oggi non permette alcun accordo, per cui il confronto come da procedura si sposterà in sede istituzionale - concludono -. Nel contempo oggi stesso partirà anche la richiesta dell'apertura di un tavolo presso l'unità di crisi in Regione Veneto, non escludendo un eventuale convocazione anche in sede Prefettizia, in quanto riteniamo che al di là di ogni procedura avviata sia importante tentare qualsiasi strada e qualsiasi strumento utile alla salvaguardia di 18 lavoratori e delle loro famiglie in un territorio devastato dalla disoccupazione, dove nulla di concreto viene fatto per il lavoro malgrado le potenzialità che lo stesso potrebbe esprimere”.

 
22 marzo 2018
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