ISTRUZIONE ROVIGO I ragazzi della scuola media Casalini hanno incontrato i giovani della società Dante Alighieri e Letizia Piva per uno studio sulla Divina Commedia

La forza delle donne nella Divina commedia 

Tra ville e giardini 2018

Hanno incontrato Dante e le donne del suo Inferno i giovani studenti delle medie Casalini assieme ai giovani della società Dante Alighieri e la regista di Minimiteatri Letizia Piva entrando in un universo ricco di emozioni, storie, sentimenti e passioni



Rovigo - Si è svolto mercoledì mattina, alle scuole medie Casalini, un incontro di circa un’ora tra i giovani della società Dante Alighieri, la regista di Minimiteatri Letizia Piva e gli studenti di alcune classi che si sono già avvicinati a Dante ed allo studio della sua Divina Commedia.

Si è trattato di un breve viaggio tra alcune delle figure femminili più importanti presenti nelle cantiche dantesche dell’inferno, durante il quale i ragazzi hanno potuto approfondire la storia di donne vissute realmente o protagoniste di affascinati racconti mitologici.

Ne sono state scelte sei a rappresentare un universo ricco di emozioni, storie, sentimenti e passioni. Il percorso ha visto come prima protagonista Marzia, donna romana e sposa giovanissima di Catone l’Uticense. Viene portata da Dante come esempio di forza della famiglia e forza femminile, leale sia nel suo ruolo di moglie e sia nei confronti dello stato di Roma.

E’ stata poi la volta di Lucrezia, figlia di Spurio Lucrezio Tricipitino e moglie di Collatino, a rappresentare una figura mitica legata alla cacciata dalla città dell'ultimo re Tarquinio il Superbo; successivamente Francesca da Polenta, forse tra le più celebri protagoniste dell’opera, rappresenta la storia d’amore passionale e fedifraga, portando ancora una volta l’attenzione sulle condizione sociale della donna: Francesca, costretta a un matrimonio nel quale il vero sposo non si presenta, ma invia suo fratello a rappresentarlo, subìsce la decisione non presa volontariamente di diventare moglie e l’inganno di non trovarsi davanti fin dall’inizio il suo vero futuro marito. Tuttavia, Dante la colloca all’inferno poichè adultera, quasi a voler sottolineare ancora una volta che il tradimento femminile è sempre peggiore di quello maschile.

L’indovina Manto, personaggio letterario dell’antica Grecia, è stata scelta in quanto la sua presenza dà l'occasione al poeta di scrivere una lunga parentesi sulle origini della città di Mantova, che viene fatta pronunciare da Virgilio stesso. Ecuba prosegue l’elenco delle figure mitologiche greche e Dante ripropone il dramma di questa donna triste, misera e imprigionata, che vide sua figlia Polissena morta in un sacrificio sulla tomba di Achille e poi scoprì la tomba di suo figlio Polidoro su una spiaggia.

Questa piccola rassegna di donne si è conclusa con la moglie di Putifarre, personaggio biblico senza nome, collocata tra i falsatori di parola per aver fatto rinchiudere lo schiavo Giuseppe con l’accusa di averle tentato di fare violenza, dopo che questi l’aveva rifiutata.

Piva ha colto l’occasione per rinnovare l’invito ai ragazzi di guardare lo spettacolo in scena il 12 maggio Nell’inferno le donne secondo varie prospettive. “Lo spettacolo rappresenta l’esperimento di entrare nell’inferno di Dante anche con dialoghi impossibili che sono stati inventati per la rappresentazione”, ha spiegato.

22 marzo 2018
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