RACCOLTA RIFIUTI PORTA A PORTA (ROVIGO) Gli operatori di Ecoambiente pretendono il rispetto delle norme sulla sicurezza nel lavoro. Già fatte denunce allo Spisal ma l’azienda è sorda. Fiadel lancia l’sos al commissario Carmine Fruncillo almeno per Adria

[VIDEO] I netturbini in attesa dei bidoni carrellati: salute a rischio

Tra ville e giardini 2018
Una mattinata a fianco degli operatori della raccolta rifiuti di Adria. Per loro l’azienda Ecoambiente non si impegna a rispettare la normativa sulla sicurezza che prevede il bidone carrellato. Dopo centinaia di sollevamenti dei bidoni di spazzatura, anche fino a 25 chili, fuori dalle case per questi operatori la pausa, dal lavoro fisico, è l'operazione di svuotamento del camioncino. La sigla Fiadel si rivolge al commissario prefettizio Carmine Fruncillo, già sensibile al rispetto delle norme sulla salute dei lavoratori a Porto Viro, oggi ad Adria

Adria (Ro) – Due pesi e due misure: a Rovigo per spostare qualche transenna in occasione del mercato settimanale e delle manifestazioni in programma, si va a gara, a tutela del personale di polizia locale, investendo 100.000 euro poiché il carico di lavoro nella movimentazione manuale dei pesi è stabilito da una tabella molto rigida che per esempio limita ad 8kg i carichi spostabili dagli over 50, in Ecoambiente invece, anche in presenza di denunce all’azienda ed allo Spisal, si persiste nel non rispettare la normativa vigente.
 
“Continueremo nella nostra battaglia sindacale a difesa della salute dei lavoratori di Ecoambiente impegnati nella raccolta porta a porta dei rifiuti – fa sapere il rappresentante provinciale di Fiadel Michele Zanirato - pretendendo il rispetto della normativa: l’azienda deve adeguarsi ai bidoni carrellati, punto. Continueremo la nostra azione di denuncia all’azienda ed allo Spisal, la situazione è ormai intollerabile”.
 



 


Zanirato parte da Adria nella sua azione dimostrativa di quanto ed in quali condizioni stiano lavorando i dipendenti di Ecoambiente impegnati sulle strade e si rivolge al commissario prefettizio Carmine Fruncillo che già si è dimostrato sensibile al problema appena insediatosi a Porto Viro dopo la caduta del sindaco Thomas Giacon.

 

“Alessandro Palli era l’assessore all’ambiente a Porto Viro quando il comune rifiutava categoricamente i bidoni carrellati, oggi è presidente di Ecoambiente ed è ancora sordo alle nostre richieste di meccanizzare il servizio di raccolta. Ripeto che bastano solo i bidoni perché i mezzi sono già attrezzati. Il dottor Fruncillo a Porto Viro richiese subito i bidoni per la carta ad Ecoambiente, in rispetto della salute dei lavoratori, spero faccia altrettanto per il secco ad Adria”.

 

Il viaggio mattutino in una città ancora parzialmente addormentata comincia alle 6.00 di una giornata primaverile, ma solo da calendario, ed è impressionante: sono centinaia le soste che un operatore deve eseguire, centinaia le volte che deve portare sopra il proprio capo, con un movimento non facile della spalla il bidone per svuotarlo nel proprio mezzo di raccolta. I rifiuti lasciati dalle famiglie in strada sono pesanti, dipende anche dalla frequenza della raccolta, in media dai 16 ai 25 kg. Chi non usa il bidone, perché magari rotto, si attrezza con sacchi neri difficili anche da maneggiare, soprattutto con i guanti, le ripetizioni di svuotamento sono rapide, poi c’è bisogno di risalire in furgone, fare 50-100 metri, scendere e ripartire con la raccolta.

 

I dipendenti delle cooperative in genere si muovono in due operatori: uno guida per un po’, l’altro scende e raccoglie, poi si cambiano, in Ecoambiente invece, il conduttore del mezzo fa tutto da solo, fino a quando non arriva la chiamata del collega, che richiede il travaso del contenuto del mezzo piccolo in un camion di dimensioni maggiori.

 

Di fatto quella è la pausa, in quanto il netturbino ha 10-15 minuti per raggiungere il mezzo più grande ed affidarsi allo svuotamento meccanico, sempre seduto alla guida, impegnato nell’azionamento dei vari dispositivi di ribalta. Due chiacchiere, una battuta con i colleghi e poi via, si ricomincia da dove si aveva interrotto.

 

“Ho quasi 60 anni, sono ancora in strada. Operato al ginocchio, non mi lamento, lavoro sodo – fa sapere un operatore – aspetto la meccanizzazione della raccolta da anni, vorrei vederla prima di andare in pensione. A me non cambierà nulla, ormai il lavoro l’ho sempre fatto così, alzando i bidoni che riesco, trascinando quelli troppo pesanti, svuotandoli sacchetto per sacchetto per farli diminuire di peso ed infine svuotando quello che resta nel cassone. Dico solo una cosa a quelli che parlano di raccolta e decidono sulle nostre spalle: che provino anche loro una mezz’ora prima di decidere”.

 

Zanirato sottolinea come la situazione ad Adria sia particolarmente importante: “Siamo la seconda sigla in Ecoambiente, ad Adria abbiamo la maggioranza degli iscritti, con l’arrivo del commissario prefettizio speriamo di cominciare da qui, per far rispettare le regole in materia di salute dei lavoratori”.

24 marzo 2018
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