PROCESSO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Proseguono le udienze in tribunale in merito al capo di imputazione di omicidio colposo con le testimonianze dei “vicini di casa” e dell’ex assessore all’ambiente Fabio Roccato

I residenti di Ca’ Emo confermano: “Odori nauseabondi dall’impianto”

Confartigianato evento 21 novembre 2018

Ascoltate le testimonianze dei residenti che vivono vicino all’azienda e dell’ex assessore all’ambiente di Adria Fabio Roccato all’udienza in tribunale sul Caso Coimpo che ha visto il 22 settembre la morte di quattro lavoratori 



Rovigo - Gli odori nauseabondi provenienti dalla Coimpo sono stati al centro della nuova udienza sul caso Coimpo che vede otto imputati a rispondere di  omicidio colposo per la tragedia del 22 settembre del 2014 costata la vita a quattro operai. 

M.L. originario di Adria ma residente in Romania, G.L. di Adria, G.P. e A.P. di Noventa Padovana, R.S. di Villadose, M.C. di Adria, M. F. di Ferrara e A. A. di Dolo sono gli imputati, i primi sette sono chiamati in causa quali responsabili a vario titolo delle due società "gemelle" Coimpo e Agribiofert dell'impianto di Ca' Emo, accusati anche di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, di violazioni al testo unico dell'ambiente e di getto pericoloso di cose. 

Il 22 settembre in pochi istanti morirono in quattro. Nicolò Bellato, 28 anni, di Bellombra, ragionere di Coimpo; Paolo Valesella, 53 anni, di Bindola (Adria), operaio Coimpo; Marco Berti, 47 anni, di Sant'Apollinare, dipendente Coimpo; Giuseppe Baldan, 48 anni, di Liettoli, località di Campolongo Maggiore, camionista. Baldan era l'autotrasportatore che secondo le risultanze delle indagini aveva appena portato il carico di acido. Fu il primo ad accasciarsi, a fianco del camion. Bellato e Berti cercarono di salvarlo, partendo di corsa su un pick up, ma non riuscirono ad essere più veloci delle esalazioni. Valesella, che lavorava poco più discosto, fa raggiunto poco dopo dalla nube e ucciso.

La puzza secondo i due primi testimoni, dei residenti, è diventata sempre più forte in particolare dopo l'ampliamento dell'impianto nel 2010 e l'aumentare del volume dei mezzi pesanti che trasportavano fanghi. Un odore che sarebbe anche mutato, passando da quello più simile a quello di fogna ad uno più acre e persistente.

Tra gli altri testimoni anche l'ex assessore all'Ambiente di Adria Fabio Roccato il quale ha raccontato come già nell'ottobre del 2004 aveva fatto una denuncia dopo aver chiamato l'Arpav ed i carabinieri, su sollecitazione dei residenti di Fasana che lamentavano il problema degli odori insopportabili. 

Le prossime due udienze  per ascoltare i testimoni sono state aggiornate al 4 e 9 aprile.

29 marzo 2018
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