SANITA’ ADRIA (ROVIGO) Il comitato in difesa dell’ospedale attacca la Regione Veneto per le scelte strategiche che ha messo in atto sul settore sanitario 

Fuga dei medici verso le strutture private: “Disegno ben delineato"

Tra ville e giardini 2018

Bisognerebbe incentivare la sanità pubblica e tagliare sul versante privato secondo il comitato in difesa dell’ospedale di Adria che evidenzia la mancanza di una strategia da parte della Regione Veneto e di conseguenza dell’Ulss 5 Polesana 



Adria (Ro) - “Compostella ci viene a raccontare che non sa proprio come farà a tenere in piedi, per il Polesine, tre ospedali pubblici. E, siccome queste condizioni ‘non consentono una razionale ottimizzazione dell'impiego delle risorse, comportando rilevanti e incomprimibili costi fissi’, noi ci ritroviamo con dei servizi sanitari non competitivi nel confronto con altre realtà”.

Duro l’attacco del comitato in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari verso il direttore generale dell’Ulss 5 polesana Antonio Compostella, ma soprattutto con la Regione Veneto con le scelte strategiche che ha messo in atto. “Questa giunta regionale, non paga di aver tagliato posti letto e giornate di degenza agli ospedali pubblici, di aver operato il contenimento dei costi dei servizi sanitari esclusivamente nel pubblico, di aver allungato in modo inaccettabile i tempi d'attesa per una visita specialistica o un esame strumentale, di aver dato vita a un carrozzone - la cui utilità è tutta da dimostrare - chiamato Azienda Zero, di aver reso carta straccia parole come universalità, eguaglianza ed equità di accesso alle prestazioni e  ai servizi. Ora rimane immota di fronte all'esodo dei medici (51 in tutto il Veneto, 14 nel Polesine), che, snervati da un lavoro carico di criticità irrisolte, spettatori attoniti della disorganizzazione imperante e delle mutilazioni continue dei servizi, fuggono dalle strutture ospedaliere pubbliche verso quelle private”. 

Cliniche private che secondo il comitato ricevono finanziamenti sempre più ingenti: “Si parla, infatti, di 190 milioni di euro in convenzioni per il triennio 2017 - 2019, solo per le strutture private polesane. E di fronte a questi dati Compostella ancora non sappiamo come far rimanere aperti i nostri tre ospedali? Non basterebbe convogliare quel denaro alla sanità regionale, consentendole di lavorare a pieno regime?” domanda il comitato.

“L’imperturbabilità della coppia Zaia - Compostella non è dovuta alla scarsa sagacia. Al contrario. È un disegno ben delineato, che punta alla privatizzazione della sanità nel Veneto e che calpesta, anche dietro lo scudo del deficit, i principi dell'art. 32 della Costituzione repubblicana. Chissà se, alle prossime elezioni amministrative, ce ne ricorderemo. - commenta -  Per concludere, una postilla tutta locale. In questi giorni, sul profilo facebook dell'ex primo cittadino di Adria, è stato pubblicato un post, ora non più rintracciabile, nel quale Massimo Barbujani si meravigliava del silenzio di tutti, Comitati compresi, di fronte alle notizie sopra riportate. Eravamo semplicemente in ferie e lontani dal Polesine e dalle sue notizie. Per pochi giorni, però. A differenza della politica locale, che, sulla sanità del Delta, è stata ed è, con qualche rara eccezione, da sempre latitante”.

5 aprile 2018
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