RUGBY ECCELLENZA Tutti concordi, il Petrarca Padova ha meritato il primo posto, la FemiCz Rovigo paga l’indisciplina e il nervosismo. Contro il Calvisano servirà essere lucidi

Una lezione che servirà per il futuro 

Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Il team manager Luca Gabban, l'head coach Joe McDonnell e l'assistente Umberto Casellato
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Riccardo Brugnara
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Simone Ragusi
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Andrea De Marchi
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Andrea Marcato
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: il magnifico pubblico rodigino
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Plebiscito con oltre 3500 spettatori, un bello spettacolo
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: David Odiete
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Joe Van Niekerk
L'assessore Diego Bonavina e il presidente del Petrarca Padova Enrico Toffano
Simone Ragusi
Jordan Davies
Umberto Casellato
Tra ville e giardini 2018

Bersaglieri troppo nervosi arrivati al Plebiscito oltre due ore prima del match. Valanga di falli nella ripresa, ed uno decisivo che ha cambiato gli equilibri del 162esimo derby.

Joe McDonnell: “La partita è totalmente cambiata tra la prima frazione di gioco e la seconda, nella quale abbiamo perso la lucidità e il controllo diventando quindi troppo indisciplinati”.
Umberto Casellato: “Eravamo molto determinati, forse troppo,  la prima meta a fine primo tempo che ci ha rotto qualcosa in testa”.
Andrea Marcato: “Il mio lavoro più grande è far capire quanti bravi siano i ragazzi, è stato un lavoro mentale, ora ce la giochiamo”.

Simone Ragusi: “Oggi dovevamo vincere perché il Petrarca era da 20 anni che non era primo in regular season, perché giocavamo un derby, e perché vogliamo fare una finale in casa”.  

Soddisfazione per il sindaco di Padova, Sergio Giordani, e complimenti all’assessore allo Sport, Diego Bonavina , da parte della stampa accreditata per aver ripulito, con le proprie mani, la sala per i giornalisti. Lodevole.

leggi la cronaca di Petrarca Padova - FemiCz Rovigo
leggi l'articolo sull'aggressione a Weepu


 

Padova - L’unica maniera per cancellare gli ultimi 24 minuti del 162esimo derby d’Italia è quello di ritornare al Plebiscito e di vincere lo scudetto. I Bersaglieri avranno un doppio compito, cancellare la giornata nera del 2011, e questa di sabato 14 aprile.

Partita da dimenticare per la FemiCz, gestione suicida nella ripresa, eppure nei primi quindici minuti, sostenuta da un incessante coro del pubblico rodigino (con il celebre Alè Rovigo Alè), era arrivato ad un passo dalla meta che poteva cambiare le sorti della partita. E’ bastato un attimo, una leggerezza, per mandare tutto all’aria. Primo posto disintegrato in 5 maledetti minuti in cui il Petrarca ha fatto quello che ha voluto sfruttando la superiorità numerica, ricevendo degli autentici regali. Non c’era bisogno.

Sala stampa pulita, perfetta, ordinata. Il merito di questa accoglienza (rispetto al passato) ha un nome ed un cognome. E’ stata ripulita dall’assessore allo Sport del comune di Padova Diego Bonavina a cui va il nostro plauso.

“Un bellissimo derby - ha esclamato il sindaco di Padova, Sergio Giordani - e un bellissimo week end.  Il Petrarca ha meritato. Stasera c’è la pallavolo, domani il calcio Padova è un fine settimana intenso per lo sport della mia città”.

“Oggi abbiamo sbagliato una cosa: siamo andati oltre l’aggressività nelle penalità. Eravamo molto determinati, forse troppo - spiega Umberto Casellato - e non abbiamo trovato il giusto equilibrio individuale. Abbiamo preso in 50 minuti 14 penalità. Troppe.  All’uscita dagli spogliatoi alla fine del primo tempo avevamo 9 penalità, all’inizio 4, poi la partita si è un po’ rotta con il giallo di Momberg per fallo di reazione del Rovigo a palla lontana. Non so se  il fallo c’è o non c’è, ma ha poca importanza. Le partite si vincono con il cuore ma anche con la testa. Soprattutto con la testa che è mancata dopo il giallo a Momberg. E’ una cosa su cui dobbiamo stranamente lavorare. In precedenza abbiamo avuto solo una battuta d’arresto mentale ed è stato con la partita di Coppa (vergognosa sconfitta a Calvisano, ndr). Per il resto è andata bene. Forse ci farà bene perché è il percorso che abbiamo fatto con il Calvisano”. 

Ora ci sono i campioni d’Italia in semifinale, i playoff sono un campionato diverso, 160 minuti da gestire con equilibrio e saggezza, per la FemiCz sarà fondamentale vincere bene il primo round per presentarsi al San Michele con maggiore confidenza.

“Il Calvisano non so se è meglio o peggio, ormai quello è.  Con i ragazzi abbiamo detto che le semifinali sono molto importanti perché in tre o cinque minuti puoi prendere 3, 6, 9 punti (oggi molti di più, ndr). Ricordo ancora il 2009/2010 eravamo in vantaggio con il Viadana. Bisogna stare molto attenti determinati e lucidi. Una semifinalista vale l’altra. E’ un peccato, è stata la prima meta a fine primo tempo che ci ha rotto qualcosa in testa. Ma tutto sommato abbiamo fatto 40 minuti positivi. Loro hanno vinto nel 2011 al Battaglini quando li avevamo dominati in regular season, vedremo. Oggi sicuramente il Petrarca è stato superiore, è la legge dello sport”.

Perdere un derby è sempre una mazzata, ci sono due strade per risalire. Lavorare, e ancora lavorare. Due le possibilità, o si sfascia tutto, oppure Joe McDonnell, che già in passato si è dimostrato maestro nel recuperare situazioni difficili, ci mette una pezza

"Oggi ho rivisto la semifinale dello scorso anno qui al Plebiscito - ha spiegato l’head coach Joe McDonnell - ma al rovescio. Prima della partita avevo sottolineato che tattica e disciplina sarebbero state la chiave di volta del match, aspetti su cui siamo riusciti nel primo tempo dove abbiamo preso solo due calci contro mentre nel secondo ne abbiamo presi 15. La partita è totalmente cambiata tra la prima frazione di gioco e la seconda, nella quale abbiamo perso la lucidità e il controllo diventando quindi troppo indisciplinati. Ora abbiamo le due sfide con il Calvisano, abbiamo voglia di riscattarci e di mettere in campo il cuore, senza però perdere il controllo come oggi. Su questo lavoreremo nelle prossime due settimane". 

Al suo primo anno da head coach ha conquistato il primo posto in regalar season, il merito è sicuramente di una squadra giovane e promettente, ma anche di un tecnico misurato e capace.

“Al rientro negli spogliatoi ho detto loro che si dovevano divertire - ha spiegato Andrea Marcato - e che non dovevano pensare a vincere o perdere. Il rugby deve essere entusiasmo e divertimento. Ora la semifinale con le Fiamme Oro: è la squadra più temibile in questo momento. E’ una squadra strana che magari durante l’anno, qualcuno dice che si accontenta, ma adesso che hanno partite dure si impegnano. La pressione iniziamo ad averla anche noi e nessuno pensava di fare così bene. Contro le Fiamme Oro sarà importante tenere la mentalità e giocarsi il tutto per tutto. Gianluca Guidi è un grandissimo allenatore e qualcosa contro di noi studierà di sicuro, dobbiamo aspettarci di tutto. E poi anche loro assieme a noi hanno la miglior rosa di campionato. Rovigo non è andata male. Ma a differenza delle altre volte Rovigo è venuto qua con la paura. Nei giocatori, negli sguardi e nei dialoghi che ho avuto con loro prima del match, non ho visto la solita tranquillità. Non li ho visti male ma li ho visti giocare contro una squadra che li ha messi in tanta difficoltà. La cosa più importante per me è quella di non aver preso nessuna meta. Bonus a parte, non farci segnare nessuna meta dal Rovigo è stato un segnale importante”.

Tornando agli sviluppi del match, Marcato è lucido e non si fa influenzare dal risultato finale (29-9)

“Nel primo tempo ha dominato il Rovigo e ha sempre avuto la palla, nel secondo tempo, quando perdi il tuo leader, e devi risalire il campo diventa difficile. Siamo stati bravi noi ad accelerare e a fare i cambi al momento giusto”. Qualche mese fa aveva pronosticato una finale tra Calvisano e Fiamme Oro, ora dovrà puntare anche sul nero  “Il mio lavoro più grande è far capire quanti bravi siano i ragazzi, è stato un lavoro mentale, ora ce la giochiamo”.

Ha provato più volte a rompere gli equilibri del match, l’ex rossoblù Simone Ragusi è in forma smagliante, e vuole vincere lo scudetto “Fa sempre piacere giocare contro il Rovigo. La partita per me è girata negli ultimi 10 minuti del primo tempo in cui abbiamo preso confidenza. Siamo entrati in campo con il freno a mano tirato e poi ci siamo sciolti perché alla fine le qualità le abbiamo. Anche se non ci fosse stato il giallo a Momberg, oggi sapevamo già che avremmo vinto, e così è stato”. Sul prossimo avversario da affrontare in semifinale, Ragusi non ha dubbi “Non ci sono semifinali agevoli o meno. Le semifinali vanno vinte. Quando giocavo con il Prato abbiamo disputato la finale in case (erano arrivati terzi), contro la quarta (Il Mogliano di Casellato che poi ha vinto lo scudetto, ndr), l’approccio mentale deve essere lo stesso. Oggi dovevamo vincere perché il Petrarca era da 20 anni che non era primo in regular season, perché giocavamo un derby, e perché vogliamo fare una finale in casa”. Non fa una piega, primato meritato.

Giorgio Achilli

 

14 aprile 2018
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