SANITA’ PROVINCIA ROVIGO Il comitato in difesa dell’ospedale etrusco ritiene di aver portato avanti fino ad oggi un ottimo lavoro in tema dei servizi socio-sanitari

Da Adria e Venezia, chi difende l’ospedale alza la voce 

Tra ville e giardini 2018
Sostiene di aver tenuto alta l'attenzione sulle criticità della sanità del Delta e dell'alto Polesine il comitato in difesa dell’ospedale di Adria rispondendo alle critiche sollevate da Luigi Migliorini e Amanita Muscaria sul loro operato ed informa che sta già lavorando per dare vita a un coordinamento di comitati 

Adria (Ro) - Un comitato che non solo sta tenendo alti i problemi della sanità polesana ma è già anche pronto a lavorare i livello provinciale e regionale. 

Il comitato in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi socio-sanitari, rispondendo alle critiche sollevate da Luigi Migliorini e Amanita Muscaria sul loro operato spiegando di aver fatto poco di concreto per la sanità polesana “facendo i conti senza l’oste (Antonio Compostella)”, spiega che “non abbiamo la pretesa di asserire che, se non ci fossero il Comitato in difesa dell'ospedale di Adria e quello di Trecenta per il San Luca, questi due nosocomi sarebbero ridotti ancor più al lumicino. Crediamo, però, che aver tenuto alta l'attenzione sulle criticità della sanità del nostro Delta e dell'alto Polesine, monitorandole e rendendole pubbliche, mentre la politica locale latitava alla grande”.

“Anche perché, forse l'avvocato Migliorini al contrario di molti altri non ne è al corrente, il nostro Comitato ha presentato al governatore Luca Zaia, al suo assessore regionale alla sanità, alla quinta commissione regionale, ai politici locali e a più di qualche parlamentare nazionale, una proposta alternativa di erogazione dei servizi sanitari e socio - sanitari, che riteniamo sia rispondente alle esigenze della nostra terra, senza derogare al sacrosanto principio di contenimento dei costi. - afferma - Contenimento che, però, non può avvenire sulla pelle dei cittadini e in aperta violazione (o tradimento, come afferma Amanita Muscaria) della Costituzione”.

“Su una cosa, però, siamo d'accordo con tutti gli inoperosi osservatori, critici dei comitati: i cittadini non possono limitarsi agli esperimenti di democrazia diretta o di democrazia liquida. - continua - Anche noi crediamo che la formula scelta dal nostro Paese, della democrazia delegata, sia quella che ci consenta di contare, di avere peso nelle decisioni che ci riguardano. Ciò, ovviamente, a patto di non farsi rappresentare da degli incompetenti o da dei disonesti. E, allora, è il momento di prendere una posizione, che porti a risultati davvero concreti”.

Ecco perché, da mesi ormai, il Comitato fa presente come sta lavorando per dare vita a un coordinamento di comitati che, almeno in embrione, già esiste e ha cominciato a muovere i primi passi: “E il coordinamento provinciale è solo una prima tappa, alla quale deve seguire un'organizzazione di comitati regionali, con una piattaforma politica ben definita, che agisca come una lobby, in grado di influenzare, sui temi d'interesse, i politici regionali di riferimento. Ma, poi, a pensarci bene, è proprio necessario avere politici di riferimento, quando si può trasformare un gruppo di pressione che, a livello regionale, conta moltissime adesioni, in un movimento politico di ispirazione civica, con i propri rappresentanti? - conclude - Le elezioni regionali non sono lontanissime e noi stiamo già rimboccandoci le maniche”.

16 aprile 2018
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