INCONTRI MUSEO ADRIA (ROVIGO) Giovedì 19 aprile alle ore 21 incontro con la scrittrice Helena Janeczek nella sede del Maad (Museo d'Arte di Adria e del Delta) che presenterà la storia di Gerda Taro, la compagna di Robert Capa 

Helena Janeczek ricorda la prima fotoreporter donna uccisa in un campo di battaglia

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Il libro della scrittrice italo-tedesca Helena Janaczek, racconta la vita di Gerda Taro, la ragazza ribelle, l'amore con Robert Capa, l'avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta



Adria (Ro) - Giovedì 19 aprile alle 21 ad Adria nella sede del Museo d'Arte di Adria e del Delta in corso Vittorio Emanuele sarà presentato il libro “La ragazza con la leica” della scrittrice italo-tedesca Helena Janaczek alla presenza dell'autrice.

Il libro che traccia il ritratto di Gerda Taro e del suo compagno Robert Capa sarà presentato dal professor Giuseppe Muroni, che assieme a M.Chiara Fabian dell'associazione il Fiume,  dialogherà con l'autrice Helena Janeczek. Con entusiasmo la giovane istituzione museale di Adria particolarmente interessata all'arte contemporanea ed alla fotografia, ha accettato l'invito dell'associazione il Fiume di ospitare la scrittrice tedesca che vive in Italia, e parlerà della  biografia romanzata di Gerda Taro, prima fotoreporter donna uccisa in un campo di battaglia. La stessa sorte toccherà al suo compagno Robert Capa negli anni '50 ma dalle due figure emblematiche e dai loro compagni di vita e lavoro, nasceranno le principali agenzie fotografiche dell'epoca moderna. Il romanzo è un successo di pubblico e critica come i precedenti della ormai affermata scrittrice, figlia di due ebrei polacchi sopravvissuti alla shoah."Così era finita Gerda Taro, per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza, ed era rimasta ferita a morte come tanti altri, in una strada polverosa; lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa". Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg ­Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda ­rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di ­vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. 

Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile. 

Evento organizzato dall'associazione il Fiume in collaborazione con il Maad e Amnesty International Rovigo, ingresso libero.

19 aprile 2018
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