ONORANZE FUNEBRI ROVIGO Il consiglio comunale si scaglia contro la “bugia” detta prima del voto di luglio 2017 che avrebbe permesso la vendita delle quote di Asm Spa, invece sono stati lasciati a casa quattro dipendenti 

Lavoratori licenziati e l’assessore Garbo muta 

TedxRovigo

L’argomento doveva essere affrontato per fare chiarezza, ma a parte le recriminazioni di consiglieri di minoranza e dei sindacati, chi doveva e poteva dare delle risposte non le dà. Il sospetto è che le risposte non ci siano. Ivaldo Vernelli del M5s propone un’azione revocatoria 


Rovigo - Era l’11 luglio 2017 quando l’assessore Susanna Garbo disse rassicurante al consiglio comunale, in procinto di votare la vendita delle quote delle onoranze funebri detenute da Asm Spa la municipalizzata al 100% del Comune, “In ogni caso, non stiamo mettendo in vendita l’azienda, ma le nostre quote. I 12 lavoratori non sono a rischio. Ci stiamo solo adeguando alla normativa” (LEGGI ARTICOLO). Invece... Invece quattro dipendenti sono stati licenziati, quattro lavoratori che a suo tempo avevano vinto un concorso pubblico per essere poi assunti da Asm Spa. 

È stato Mattia Moretto del Pd, quattro mesi e mezzo dopo il fatidico voto, ad aprire i lavori sul tema del licenziamento di quattro lavoratori. “Questo è uno dei problemi della città, ci vuole chiarezza, ci vogliono risposte serie e concrete per queste persone che si sono trovate a casa con una famiglia da mantenere, una vita da continuare”.

“Quanto scongiurava l’assessore Garbo è accaduto ed è il caso di farsi qualche domanda. Sarebbe interessante capire perché non si è proceduto con una tutela seria dei dipendenti. L’amministrazione ha preso la questione sottogamba come l'amministratore unico di Asm Spa Alessandro Duò. Non è possibile che quattro dipendenti che hanno vinto un concorso pubblico, dalla sera alla sera alla mattina abbiano avuto il licenziamento. Auspico che venga fatto un reinserimento di queste persone che non meritano questo trattamento”. 

Davide Benazzo, il segretario provinciale Cgil Fp, sottolinea il mancato confronto, volutamente a suo dire. “Quando in consiglio si è parlato di vendita ci siamo confrontati con Duò – racconta - su quali percorsi fossero da mettere in atto per salvaguardare i lavoratori. Noi non abbiamo mai capito il perchè sia stato deciso di vendere un pezzo del patrimonio pubblico. Abbiamo cercato di trovare un accordo con Duò che non è mai venuto ad un incontro, mentre stavamo concordando arrivò la notizia che il bando era già pronto”. 

Bando che è stato vinto da un società terza, ma poi Lorandi, il privato ex socio di Asm Spa, ha esercitato il diritto di prelazione. 

“Noi avevamo posto paletto che chi avesse comprato le quote mantenesse il numero dei lavoratori. - continua Benazzo rivolto ai consiglieri - Quando avete votato in questo consiglio comunale la vendita sapevate di decretrare la morte di quattro famiglie? Duò non può permettersi di dire il falso. Quelli sono vostri concittadini e bisogna anche trovare chi deve pagare”.

Per Francesco Gennaro del Movimento 5 Stelle “il fatto che il privato non abbia pensato al futuro è grave, ma ancora di più è che non se ne sia occupata l'amministrazione comunale”.

Secondo Matteo Masin, della lista Coscienza Comune, il sindaco Bergamin “ha tutti i titoli per invitare l'amministratore unico a spiegarsi”.

“Se l'amministrazione ha coraggio deve effettuare una azione revocatoria - aggiunge Ivaldo Vernelli, M5s -. Manderò tutto questo in Procura perchè si tratta di una operazione sospetta anche nei tempi. Serve la revocatoria dell'atto per salvaguardare i posti di lavoratori, ma anche la regolare correttezza del consiglio”.

Per Giacomo Sguotti, consigliere di maggioranza, invece “era giusto vendere la quota della partecipata che non faceva utili. Quello che invece mi domando è come può succedere che una persona che viene assunta in una società partecipata al 100% del Comune che rimanga a casa? Per questo bisogna trovare il sistema per la tutela dei lavoratori”.

Secondo Carmelo Sergi, Obiettivo Rovigo, “se l'assessore Susanna Garbo a luglio aveva dato quelle rassicurazioni non voleva ingannare nessuno, probabilmente perchè anche lei a sua volta aveva ricevuto rassicurazioni”.

Da parte sua l’assessore alle partecipate, Stefano Falconi, ha affermato che “anche altre aziende pubbliche si sono trasformate in aziende private e di conseguenza anche i dipendenti si sono trasformati. Stiamo rispettando la legge Madia”. 

“Si è deciso di vendere il nostro patrimonio pubblico in rate mensili”, chiude scandalizzata Silvia Menon che evidenzia “come rimane la responsabilità politica dell'assessore Garbo”, assessore che non ha mai parlato o dato risposta durante la seduta del consiglio, nonostante sia stata interpellata più volte dai vari consiglieri. In ugual modo non sono arrivate risposte per i lavoratori.

 

 

26 aprile 2018
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