COMUNE ROVIGO L’indipendente Simone Dolcetto pone una interrogazione sulla richiesta dell’Iva sulle imposte erariali da parte di Asm Set. Inoltre spiega il proprio pensiero in merito alle assenze in consiglio

"Assente in consiglio? Io ho un lavoro per fortuna"

Simone Dolcetto
TedxRovigo
Quando è presente in consiglio lavora per i cittadini, testimonianza ne è l’interrogazione per capire il motivo per cui Asm Set chiede agli utenti anche l'Iva sulle imposte erariali; quando Dolcetto non è in consiglio il motivo è chiaro: sta lavorando per l’azienda di cui è dipendente. Ecco spiegate le assenze in consiglio comunale di Simone Dolcetto che non vuole gravare sulle casse comunali 

Rovigo - “Perché Asm Set chiede agli utenti anche l'Iva sulle imposte erariali?”. E’ la domanda che Simone Dolcetto, consigliere indipendente ha posto durante il consiglio comunale del 26 aprile a Sindaco, all'assessore alle partecipate e all'assessore al bilancio in quanto “l’Iva non va calcolata sulle accise. Lo ha stabilito la Cassazione secondo la quale una imposta non costituisce mai una base imponibile per un'altra imposta (sentenza 3671 del 1997). Una partecipata non deve fare utili sulle spalle delle famiglie; già il gas è caro, se poi aggiungiamo anche l’Iva dove si va?”. La richiesta che fa infatti è quella di una verifica affinché Asm set rimborsi tutti gli utenti prima che ci sia una class action. 

In merito ai vari attacchi subiti per le assenze nei consigli comunali scorsi, invece Dolcetto risponde: “La mia presenza è stata discontinua non più di quanto lo sia stata quella di altri consiglieri che non si sono dichiarati indipendenti e che quindi ricoprono una posizione meno fastidiosa rispetto alla mia all'interno della maggioranza.
Se è vero che da politico io mi sono dichiarato indipendente, è altrettanto vero che nella vita lavorativa io dipendo da un'azienda privata che stimo, per la quale lavoro otto ore al giorno da anni”.

Dieci la assenze accumulate da Dolcetto su 20 consigli comunali del 2017, una posizione a rischio alla luce dell’intenzione, espressa formalmente dal sindaco con una lettera all’ufficio organi istituzionali, di mettere sotto la lente d’ingrandimento tutte le assenze dei consiglieri comunali che ne hanno accumulate almeno tre durante lo scorso anno perché lo statuto prevede la decadenza se mancano le giustificazioni. Sono in nove i consiglieri in queste condizioni, anche se quasi tutte giustificate, ma bisogna vedere se le motivazioni sono state per ragioni di salute o imprevedibili poiché gli impedimenti lavorativi non saranno ritenuti sufficienti, perché la partecipazione ai consigli comunali costituisce uno specifico obbligo di legge garantito dalla possibilità per gli amministratori di fruire di appositi permessi. Proprio quelli chei Dolcetto preferisce non usufruire per non gravare sulle casse pubbliche.

“Mi ritengo fortunato, ho un lavoro che molti vorrebbero, sia per contratto che per trattamento umano a cui potrei sottrarre la mia risorsa umana attraverso i permessi retribuiti di cui dispongo. - commenta - Usufruendo di tali permessi offrirei una presenza pari al 100% in consiglio comunale ma in un'Italia in cui la disoccupazione è a livelli esponenziali e in cui ad attingere alle casse dello Stato per motivi politici sono già in troppi, ho scelto di non farlo. Ho presenziato abbastanza per affermare che talvolta si discuteva a lungo sulle sorti delle poltrone piuttosto che sulle problematiche dei paesi”.

A tal proposito Dolcetto fa presente come è ancora in attesa di risposte rispetto ad alcuni lavori pubblici che ha sollecitato da 18 mesi “lavori da eseguire a Sant'Apollinare, quali ad esempio l'illuminazione in via sinistra Canalbianco, la sistemazione della banchina con parcheggio davanti alle scuole elementari”.
 
27 aprile 2018
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