ONORANZE FUNEBRI ROVIGO Davide Benazzo della Cgil evidenzia il pressapochismo tecnico, culturale ed amministrativo emerso durante il consiglio comunale in cui si è discusso per dare soluzione ai quattro licenziamenti 

La scelta di Asm spa ha causato "un dramma sociale”, tutti dei Ponzio Pilato?

Tra ville e giardini 2018
Amministratore, assessori e consiglieri di maggioranza presi di mira da Davide Benazzo che non si risparmia nei loro confronti per non aver partecipato al dibattito in consiglio comunale in merito ai 4 licenziamenti dei dipendenti di onoranze funebri e tantomeno trovato per loro una soluzione 

Rovigo - “Asm onoranze funebri: una “s” vendita sulla pelle di 4 famiglie” è lo striscione che la Cgil ed i 4 lavoratori interessati hanno messo bene in evidenza al consiglio comunale richiesto dalla minoranza per dare soluzione ai 4 licenziamenti (LEGGI ARTICOLO). 

“Nella drammaticità della situazione è emerso in maniera palese che questa vendita non è avvenuta solo sulla pelle dei lavoratori, ma grazie ad un pressapochismo tecnico, culturale ed amministrativo emerso in maniera disarmante durante il dibattito. 
L’assenza del signor Duò, che riteniamo il principale colpevole di quanto successo, dimostrando la mancanza di volontà ad affrontare il tema in modo serio ed approfondito; - afferma Benazzo - l’assessore Garbo, Cassandra mancata, che durante tutto il dibattito non ha proferito parola evitando totalmente il confronto e dimostrando così inadeguatezza al ruolo ricoperto, consiglieri di maggioranza che, cadendo quasi dalle nuvole non riuscivano a capacitarsi di quello che era successo cercando di scaricare la colpa sulla normativa nazionale e sul “non lo sapevamo” quale timida scusa al dramma sociale che hanno determinato con la loro scelta di campo”. 

Per Benazzo “è inverosimile che nessuno di chi ha votato per la vendita si sia indignato nell’essere stato preso in giro attraverso un provvedimento, il bando di gara, che ha chiaramente disatteso quanto votato e deliberato in consiglio, come ben precisato dal consigliere Vernelli, e abbia chiesto ufficialmente le dimissioni del Signor Duò. - afferma - La cosa più drammatica è che nessuno di chi ha determinato la vendita ha fatto chiare propostche potessero mettere sul tavolo delle concrete soluzioni, nemmeno uno straccio di documento d’intenti votato che delineasse una volontà di salvaguardare le quattro famiglie, una grande delusione”.
 
“Il tempo cura tutto, le persone se ne vanno in disoccupazione, chiederanno aiuti per i loro figli piccoli. Un vestito in meno, un po’ più di attenzione nel fare la spesa, qualche notte insonne per i debiti e le bollette che non si riescono a pagare, in questo però non c’è dignità. Cari amministratori dimostrate che non è così, dimostrate nei fatti chi rappresentate veramente”. 


 
28 aprile 2018
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