PROFUGHI La provincia di Rovigo è l’unico territorio che non ha beneficiato di risorse, afferma Graziano Azzalin consigliere regionale del Pd. “Mi auguro un’inversione di tendenza"

Dal Polesine nessuna domanda in due anni di bandi per l’integrazione 

Confartigianato Polesine 11 dicembre 2018

Azzalin (PD): “Immigrazione, i Comuni della provincia di Rovigo partecipino ai bandi regionali: ci sono risorse importanti per favorire la piena integrazione. Inaccettabili zero domande in due anni”


Venezia - “Non si può straparlare di immigrazione sempre e solo in termini negativi e poi non partecipare ai bandi regionali che garantiscono l’accesso a fondi ministeriali e dell’Unione Europea (ogni anno si attivano circa cinque milioni di euro) per progetti formativi e di integrazione, magari per paura di strumentalizzazioni politiche. Paure oltretutto prive di senso, in quanto si tratta di iniziative rivolte a persone che risiedono stabilmente in Veneto. È ingiustificabile che i Comuni della provincia di Rovigo, tramite le Conferenze dei sindaci delle Ulss, non abbiano presentato alcuna domanda in due anni. L’unico soggetto che si è mosso, ed ha avuto i contributi, è stato l’istituto De Amicis di Rovigo”. A dirlo è Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico dopo il parere positivo, all’unanimità, in Terza commissione al Programma di iniziative e interventi in materia di immigrazione per il 2018.

“Il Polesine è l’unico territorio - prosegue il consigliere regionale - che non ha beneficiato di risorse perché non ha partecipato ai bandi nel 2016 e nel 2017: mi auguro che almeno quest’anno ci sia un’inversione di tendenza. È incomprensibile l’atteggiamento dei Comuni più grandi, a guida Lega o comunque centrodestra, dove risiede il maggior numero di immigrati. Non sono ‘clandestini’ o ‘rifugiati’, l’ossessione di molte amministrazioni, in primis di quella di Rovigo, ma di persone che vivono e lavorano qua, inclusi i ragazzi di seconda generazione. Tolta la propaganda, il re è nudo: un amministratore è capace quando fa il bene della propria comunità e qui sono state sprecate occasioni importanti. I bandi prevedono orientamento e percorsi formativi in ambito occupazionale, inclusa la conoscenza della lingua veneta per gli stranieri che si occupano per esempio della cura degli anziani o dei malati, servizi di mediazione culturale e traduzione per l’inserimento scolastico o a supporto della piena integrazione delle donne anche per quanto riguarda il mercato del lavoro. La Conferenza dei sindaci rimedi a questa mancanza per il 2018: a breve usciranno i bandi, per i quali la Regione ha stanziato 300mila euro, non faccia perdere questa opportunità, e le relative risorse, al territorio”.

 

 

 

3 maggio 2018
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