MUSICA LENDINARA Il gruppo dei Salt & Pepper calca il palco del Belli e pettinati e si affida nella seconda parte del concerto alla voce del crooner Giovi

Si riunisce la band e scrosciano gli applausi

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Serata da incorniciare a Lendinara per i Salt & Pepper che dopo una prima parte di esibizione strumentale invitano sul palco Giovi, la giovane promessa del rock polesano. Applausi e richieste di bis in un finale entusiasmante, una occasione da ripetere



Lendinara -  Domenica non si va a scuola e quindi al sabato si può fare tardi: seratona a Lendinara al "Belli e Pettinati", dove i Salt & Pepper e il giovane quindicenne Giovanni Guarnieri, in arte Giovi, sono tornati ad esibirsi insieme dopo la serie di concerti tenuti l'anno scorso.
Anche questa volta la band rodigina con Mattia Falconi alle tastiere, Dario Fortin alla batteria, Roberto Pugiotto al basso, Stefano Padoan alle percussioni, Marco Monesi al sassofono e Michele Pugiotto alle chitarre, ha presentato con la consueta maestria classici del jazz, fusion e della musica latina strappando applausi al numeroso pubblico presente. La prima parte del concerto è stata riservata all'esecuzione di brani prettamente strumentali. Il gruppo ha aperto la serata con una coinvolgente versione di "Phase Dance" di Pat Metheny a cui sono seguito brani di Rollings, Snitzer e perfino di Pino Daniele che la band ha voluto omaggiare con l'esecuzione di uno dei rari brani strumentali del noto artista partenopeo.

Seconda parte con contante e i Salt & Pepper hanno fatto salire sul palco Giovi accompagnandolo in "Georgia on my mind" di Ray Charles, brano che in passato gli ha procurato diversi riconoscimenti e partecipazioni ad eventi di rilievo come il Tour Music Fest, il più grande contest europeo di musica emergente. L'anima da crooner, ovvero di cantante a metà strada tra la musica popolare ed il jazz, una sorta di cantante confidenziale, di Giovi ancora una volta ha dato il meglio di sé in una coinvolgente e ritmata versione di Moondance di van Morrison fondendosi in modo intenso ai suoni della band anche nella successiva "Englishman in New York" di Sting.

La serata è quindi proseguita con un intermezzo scatenato di percussioni e batteria e nuovi brani presentati per l'occasione tra quali hanno spiccato "So What" di Miles Davis e la nota "Easy" di Lionel Richie accompagnata dal canto di molti dei presenti.

Dopo due ore di concerto, i bis sono stati riservati a una frizzante versione di "Isn't she lovely" di Stevie Wonder e una dolce versione jazz di "The Scientist" dei Coldplay.
9 maggio 2018
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