SANITA’ ROVIGO Davide Benazzo, segretario provinciale della Cgil Fp, presente all’incontro sul Piano socio sanitario regionale evidenza le criticità che toccherebbero l’Ulss 5 polesana: non più Hub e sempre più verso la privatizzazione. “La politica dove

E’ allarme: “La Regione progetta il declassamento dell’ospedale del capoluogo"

L’ospedale di Rovigo nel nuovo Piano socio sanitario regionale non sarà più Hub ed anche il bisogno assistenziale sarà sempre più vicino alla privatizzazione: per la Cgil di Rovigo, rappresentata da Davide Benazzo, la situazione è grave e serve creare un patto territoriale condiviso a larga maggioranza per salvaguardare i servizi ed evitare che il Polesine diventi periferia

Rovigo - “Come da più tempo e da più voci denunciato, il nostro territorio rischia la marginalizzazione sia per la risposta ospedaliera che territoriale”. 
Ad annunciarlo è Davide Benazzo, della Cgil di Rovigo, che è stato presente alcuni giorni fa alla riunione a Montecchio Precalcino dove la Regione Veneto nelle persone dell’assessore alla Sanità Luca Coletto, dell’assessore al Sociale Manuela Lanzarin e del direttore generale Mantoan, ha presentato, ad una sala gremita dai molteplici portatori d’interesse compreso il sindacato, le linee guida a fondamenta del nuovo Piano socio sanitario regionale che a breve dovrebbe essere licenziato dalla giunta per l’iter di approvazione. A questo seguiranno le schede ospedaliere dalle quali poi saranno costruiti i nuovi atti aziendali che, con le schede territoriali promulgate l’anno scorso, determineranno la futura struttura sanitaria e socio sanitaria del Veneto e del nostro Polesine. 

“Nella parte ospedaliera si sta traducendo in realtà quanto da anni si denuncia e cioè la marginalizzazione dell’Oc di Rovigo che sulla carta, per quanto presentato, non sarà più Hub, cosa che di fatto, viste le scelte di questi anni, non è mai stato. La Legge 19 nel prevedere la nostra Ulss di soli 250.000 abitanti e non prevedendo processi che centralizzino i servizi di un’area più vasta della nostra Provincia verso l’Oc di Rovigo, ne ha determinato il declassamento che diventa palpabile, ancor prima che negli atti, per il mancato investimento sulle professionalità sempre più marcato, e che diventerà effettivo nella scelta degli investimenti in tecnologia nel futuro”. 

Per la Cgil di Rovigo la situazione è molto grave “e diventa ancor più preoccupante vista la mancata presa di posizione della politica locale ancora intenta a capire se è stata utile o no la fusione delle due Ulss, oppure quando la battaglia si sposta sul numero di posti letto, tema sicuramente centrale ma non centrato sugli ospedali, - commenta - quando al contrario la vera battaglia dovrebbe essere la centralità del sistema e la sua riorganizzazione e rivisitazione alla luce dei modificati bisogni del territorio”. 

Nella parte territoriale invece secondo Benazzo “paghiamo l’alto bisogno assistenziale legato all’alta percentuale di anziani e alla frammentazione dei servizi a causa della basa densità abitativa, che legati alla scarsità di risorse per gli alti costi ospedalieri, ne determina una situazione fortemente compromessa e che stenta a decollare. Questo determinerà una maggior propensione alla privatizzazione del sistema territoriale ed ad un impoverimento del costo del lavoro e dei servizi - spiega -. A questo si aggiunga che nel piano, a quanto assicurato dall’assessore Lanzarin, sarà inserita anche la riforma delle Ipab dove la parte del pubblico, in assenza di un progetto del territorio che le possa vedere attori principali, rischiano la privatizzazione con impoverimento del sistema residenziale di questo territorio già fragile”. 

“Da anni come Cgil abbiamo analizzato quanto in sanità e nel sociale sta avvenendo e creato spazi di confronto tra le forze politiche e sociali di questo territorio, - conclude - ma manca un progetto comune che non può essere il continuo utilizzo della sanità quale clava politica contro l’avversario nelle varie istanze di voto, siano esse amministrative o politiche. Bisogna creare un patto territoriale condiviso a larga maggioranza dove costruire una proposta credibile che tenti di salvaguardare i nostri servizi ed evitare che il Polesine diventi periferia di serie B”. 
 
14 maggio 2018
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