CONSIGLIO COMUNALE BADIA POLESINE (ROVIGO) Polemiche tra la costola della biblioteca costituita dagli appassionati di fotografia e l’assessore Valeria Targa sul nuovo statuto della biblioteca comunale

Il Comune nominerà i due componenti della Sezione fotografica

Approvato il nuovo statuto della biblioteca che istituisce la Sezione fotografica, l’assessore Valeria Targa ha spiegato perché


Badia Polesine (Ro) - Circolo o associazione? E’ giunto in consiglio comunale il dilemma che si è scatenato tra gli appassionati di fotografia che utilizzavano la sala civica della biblioteca ed il Comune con l’assessore Valeria Targa.
Il 21 maggio in consiglio comunale si è votato il nuovo statuto della biblioteca comunale con il riconoscimento della Sezione fotografica, che entra a far parte, dopo un periodo di ambiguità normativa, degli enti sotto il Comune di Badia Polesine. Una messa a norma che l’assessore Targa si è prefissata di raggiungere con tutte le associazioni.
Ma di fatto i rappresentanti della Sezione fotografica, alla domanda posta nei mesi scorsi dall’assessore, se fossero un’associazione o una costola della biblioteca, hanno confermato di essere quest’ultima entità. Pur essendosi iscritti ne 2015 nell’albo delle associazioni comunali, pur non essendo regolamentata come un’associazione.
Ora il riconoscimento della Sezione fotografica quale sezione della biblioteca comunale prevede un comitato della biblioteca composto da sette membri presidente compreso più altri due di nomina comunale, scelti tra chi dimostra attitudine e conoscenze fotografiche.

La difficoltà per i componenti della Sezione fotografica sta nel fatto che proprio a inizio maggio avevano consegnato un proprio statuto che prevedeva un consiglio direttivo, che ora sarà superato dal comitato di indizione comunale. “Le regole valgono per tutti - specifica l’assessore Targa - ed è chiaro che nell’abuso non si può stare”. Dopo aver regolamentato l’albo delle associazioni e l’uso delle sale civiche, Targa ha concluso la messa a norma della biblioteca. “Di certo non si può essere un’associazione con un trattamento diverso dalle altre, e dunque evitare di pagare il canone dell’uso dei locali pubblici se è stabilito, - chiude Targa - come un ente sotto il Comune e non rispettarne le regole, quindi la nomina comunale, ma godere della gratuità dell’uso delle sale”.
25 maggio 2018
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