DONNE DA PALCOSCENICO ROVIGO Ultimo spettacolo della rassegna al femminile con Francesca Reggiani in “Tutto quello che le donne (non) dicono”

Reggiani regina del Sociale per 90 minuti

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Protagonista assoluta la Reggiani che davvero non ha deluso le aspettative.

Non solo eccelsa nel suo monologo (di cui ha curato anche la regia ed ha collaborato nella stesura del testo), ma anche sagacemente comica, con uno sguardo all’attualità ed un altro alle miserie della natura umana. Venerdì 25 maggio il Teatro Sociale di Rovigo ha ospitato l’ultimo degli appuntamenti sul teatro al femminile con un titolo che era già tutto un programma


Rovigo - Come sempre è riuscita a far ridere e sorridere, ma anche a far riflettere ed applaudire Francesca Reggiani che a Rovigo ha presentato il suo show, “Tutto quello che le donne (non) dicono”, di cui è anche regista e autrice dei testi assieme a Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli.

Innegabili le capacità artistiche dell’attrice romana che per un’ora e mezza, come una mitragliatrice, ha sparato a raffica battute, parodie, personaggi, riflessioni e insinuazioni, attraversando le sfumature della crisi spirituale, sociale, economica, relazionale e sessuale che sta attraversando l’Italia.

Ed è così che il racconto passa tra Pil e sex appeal, tra import ed excort e le battute brucianti si mescolano alle riflessioni scomode e acute senza soluzione di continuità.

Ma quello che più colpisce, oltre alla bravura dell’attrice, è la persona, la donna che con orgoglio e disinvoltura esibisce il tacco 2,5 della sua scarpa ortopedica a pianta larga. Colpisce la sua serenità di non dover apparire forzatamente bella e longilinea, la sua capacità di essere ironica per prima cosa con sé stessa. 

Un ultimo applauso finale, quindi, lo merita Francesca Reggiani, una donna in pace con sé stessa, in pace con il mondo e soprattutto in pace anche con il mondo degli uomini che in qualche modo cerca pure di difendere e di riabilitare agli occhi delle donne.

Nell’intervista finale, seduta con Letizia Piva e Caterina Zanirato, la Reggiani sottolinea proprio questo concetto, affermando che non esistono donne o uomini “da palcoscenico” (anche se le donne, ancora, devono faticare più degli uomini per affermarsi in questo settore) e che non esiste un teatro “al femminile”, in quanto lei pensa e spera di recitare e divertire sia un pubblico di uomini che di donne e su questa frase anche l’ultimo applauso del pubblico presente in sala.

Stefania Schiesaro

 

 

26 maggio 2018
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