ECONOMIA ADRIA Approvato dall’assemblea dei soci il bilancio della banca di credito cooperativo del Delta con indicatori tutti in crescita positiva. Fusione con la Bcc dei Colli euganei all'orizzonte

Bancadria: nel 2017 l’utile raggiunge i 2,3 milioni di euro

Antonio Biasioli e Giovanni Vianello
Tra ville e giardini 2018
Assemblea dei soci di Bancadria per l’approvazione del bilancio al Teatro comunale di Adria. Bilancio che vede raccolta e impieghi in aumento e un indice di patrimonializzazione tra i più elevati a livello nazionale. Tutti gli indicatori economici sono positivi ed in crescita. Presentato il 15 marzo in Banca d’Italia il piano industriale per la fusione con la Bcc dei Colli euganei per ambire a diventare una delle prime Bcc del Veneto



Adria - Un anno ricco di risultati e di prospettive interessanti. Bancadria chiude il 2017 con un bilancio in salute e ottimi dati di esercizio, che migliorano le già buone performance degli ultimi anni, sempre all’insegna della crescita e della presenza sul territorio e nelle comunità.
A commentare le linee strategiche della banca e a fornire i dati di bilancio sono il presidente di Bancadria Giovanni Vianello e direttore generale Antonio Biasioli in occasione dell’assemblea dei soci della banca, che si è tenuta domenica 27 maggio alle ore 9,00 al Teatro comunale di Adria.

Cresce la raccolta diretta raggiungendo quota 868 milioni di euro, con un aumento più marcato della raccolta indiretta che sfiora i 159 milioni di euro (+ 17% rispetto all’anno precedente). Aumenta la quota del risparmio gestito. “La raccolta totale - commenta il direttore generale Biasioli - ha superato il miliardo di euro con un incremento percentuale del 2,8% rispetto al 2016. Un traguardo che ci vede orgogliosamente protagonisti nel rapporto di fiducia con la clientela e con i soci, che nella nostra realtà evidentemente trovano un interlocutore serio e affidabile.
Gli impieghi alla clientela, fatti quasi esclusivamente nella zona di competenza della Banca, aumentano di circa il 4% e superano i 573 milioni di euro. Aumenta il margine di interesse al 9,55% e diminuiscono di oltre il 6% i costi di gestione, a maggior riprova di una conduzione virtuosa della banca anche sul piano dell’efficienza e dell’operatività.
Nel corso del 2017 sono stati erogati prestiti per oltre 70 milioni di euro - precisa Biasioli. Il rapporto tra impieghi e depositi sale in modo positivo al 74,3%, a riprova del fatto che la banca sta continuando a sostenere l’economia locale in modo costante e crescente. Questo dato sta aumentando anche nel primo trimestre del 2018, raggiungendo la soglia del 76%”.

Ottimi gli indici di qualità del credito con la copertura delle sofferenze al 65% e la copertura delle inadempienze probabili che sfiora il 40%. Valori che sono in linea con le migliori pratiche raccomandate dalla Vigilanza e che sono ampiamente superiori ai dati registrati nel sistema Bcc a livello provinciale.
Il Cet 1 Ratio, ovvero il coefficiente di patrimonializzazione dopo il conferimento della quota di Bancadria destinata all’aumento di capitale della futura capogruppo Cassa Centrale Banca, si attesta al 17,94%: una percentuale ben al di sopra dei minimi regolamentari richiesti dalla normativa e una delle migliori performance a livello nazionale.
“Si tratta di un dato che ha effetto temporaneo in questa fase - precisa Biasioli. A gruppo bancario costituito il nostro Cet 1 ritornerà al suo valore reale al 19%, confermando in modo ancor più evidente l’ottimo  grado di solidità dell’Istituto. Rispetto ai dati del Patrimonio netto della Banca - continua Biasioli - Bancadria nel 2017 ha superato i 100 milioni di euro. Le risorse patrimoniali continuano a collocarsi al di sopra dei vincoli regolamentari  e questo permette di continuare a sostenere l’economia del territorio e in particolare le famiglie e le Pmi.

L’esercizio 2017 - conclude il direttore - si chiude con un utile netto di bilancio di 2,3 milioni di euro. Un risultato molto soddisfacente, che si raggiunge dopo aver spesato oltre 10 milioni di svalutazioni sui crediti deteriorati”.

“E’ stato un anno particolarmente impegnativo - rilancia il presidente Giovanni Vianello. Abbiamo lavorato con impegno e passione non solo per migliorare le già buone performance della banca, ma anche per costruire il futuro di Bancadria all’interno del Gruppo bancario cooperativo Cassa centrale banca, di cui ci sentiamo già una componente fondamentale. Bancadria ci arriva con un vero e proprio “semaforo verde” - precisa Vianello - ovvero come una realtà solida, in salute e capace di guardare avanti con progetti e prospettive di crescita.
Il nostro territorio sta cominciando a reagire bene al dopo crisi e stiamo riscontrando anche nella richiesta di credito e di capacità imprenditoriali ottimi segnali di ripresa e di vitalità.
Il fatto che la Banca sia stata in grado di rafforzarsi e di migliorare i dati di bilancio in questi anni dimostra che la fiducia accordataci dall’assemblea dei soci lo scorso anno è stata ben riposta. Arriviamo allo storico appuntamento dell’attuazione della Riforma del credito cooperativo forti di una compagine sociale di 3.300 soci, forti del nostro personale fatto di 140 collaboratori motivati e di una situazione patrimoniale di assoluto rispetto: tutti fattori che ci consentono di pianificare e di progettare con una certa tranquillità e con prospettive di crescita e di sviluppo.

“Di recente - rivela il presidente Vianello - si sono conclusi i lavori che hanno portato alla predisposizione del piano industriale, indispensabile per l’eventuale operazione di fusione  di Bancadria con la Bcc dei Colli Euganei e per la cui autorizzazione in data 15 marzo 2018 abbiamo presentato istanza alla Banca d’Italia.
Se il progetto di fusione sarà approvato - rivela Vianello - presenteremo presto alle compagini sociali tutti i risvolti dell’operazione, che ci darà modo di costituire una delle prime Bcc del Veneto, banca locale di riferimento per le province di Rovigo e Padova e con importanti aperture verso Venezia (Chioggia), Verona (Badia Polesine) e Ferrara (Mesola).
Il fatto che i territori che andranno a unire le due banche siano contigui e le economie diverse ma complementari sono stati considerati punti di forza del piano. Non solo. Il progetto non prevede esuberi di personale e questo è un elemento molto significativo. Punteremo molto, sarà il prossimo obiettivo, sulla relazione e sulle capacità della squadra di fare rete - precisa Vianello - investendo in formazione specialistica e sulla distribuzione di prodotti e servizi nuovi alla clientela, che aumentino la capacità di penetrazione e di risposta ai bisogni dei territori”.
27 maggio 2018
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