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Bergamin fa lavorare i profughi “piuttosto che vederli a fare nulla"

ACCOGLIENZA ROVIGO Il sindaco e l’assessore Patrizia Borile spiegano i motivi per cui la giunta ha firmato la delibera di avvio del protocollo d’intesa per l’attuazione delle attività di volontariato dei richiedenti asilo

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Prima una campagna elettorale contro le “invasioni”, sfoggiando la maglietta “Stop invasione” quando Matteo Salvini venne a Rovigo il 29 maggio del 2015, in piena campagna elettorale (LEGGI ARTICOLO), poi diventato sindaco tolse le panchine di piazza della Repubblica perché non vi si potessero sedere i profughi, senza contare che le toglieva anche ai rodigini (LEGGI ARTICOLO), poi l’idea di applicare una tassa di soggiorno di 5 euro a profugo (LEGGI ARTICOLO), senza contare tutta la visibilità nazionale sulla tv Mediaset dove Rovigo divenne famosa per non volere i profughi (LEGGI ARTICOLO), tanto che pure il comico Maurizio Crozza nella sua trasmissione su rete Nove a marzo 2017 simulò un collegamento in diretta dal capoluogo polesano, facendosi beffe dei timori dei polesani (LEGGI ARTICOLO) con ripresa dello sketch la settimana successiva (LEGGI ARTICOLO). Oggi il sindaco Bergamin “piuttosto che vederli a non fare nulla e girovagare per la città" li accoglie e li fa lavorare come volontari, adottando il protocollo d’intesa per l’attuazione delle attività di volontariato dei richiedenti asilo i quali, volontariamente e gratuitamente, potranno prendersi cura del verde pulizia, archiviazione o comunque iniziative a supporto e complementari alle attività dei dipendenti

Articolo di Lunedì 28 Maggio 2018

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