POLITICA ROVIGO Il sindaco Bergamin prende le distanze dalla vicenda che ha visto il consigliere di Forza Italia Giacomo Sguotti sul caso di tre profughi al lavoro nel suo locale in ristrutturazione

"Chi sbaglia paga”, ma politicamente se ne lava le mani

"Se ritiene opportuno di aver sbagliato sarà Giacomo Sguotti a dimettersi": dal sindaco Massimo Bergamin non arriva nessuna “punizione” al consigliere di maggioranza per aver svolto in modo irregolare i lavori nel suo locale in corso del Popolo 


Rovigo - “Prendo le distanze dalla vicenda del consigliere Giacomo Sguotti”. Con queste parole il sindaco Massimo Bergamin, fino ad ora non si è mai espresso ufficialmente sul caso del blitz di carabinieri ed uomini dell’Ispettorato del lavoro all’interno del cantiere del locale in ristrutturazione acquistato da Giacomo Sguotti (LEGGI ARTICOLO ) al quale è stato contestato il reato di lavoro nero per tre operai, nigeriani, di cui due nello status di richiedenti asilo, ha deciso di intervenire spiegando come non sarà lui a chiedere le dimissioni del consigliere di maggioranza poiché non lo ha nominato lui, ma è stato eletto. 

“In questo momento ci sono diversi cantieri - commenta Bergamin - e l’amministrazione si sta occupando di tutte le pratiche. Qualsiasi atto contro la legge indipendentemente da chi viene proposto va pagato. Chi sbaglia paga”. 

Sulle responsabilità politiche invece Bergamin ci tiene a sottolineare che siano in capo a chi ritiene di doversi esprimere, ossia il consigliere Sguotti: “Non sono a conoscenza dell’evoluzione del caso e non spetta a me decidere. Sicuramente questo tema verrà affrontato in un incontro con il consigliere comunale”. 
 
28 maggio 2018
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