SANITA’ REGIONE VENETO La giunta regionale aggiorna l’offerta residenziale Lea per la salute mentale che vede 105 posti letto per l’Ulss 5 Polesana di Rovigo

Investimenti extra per pazienti psichiatrici lungoassistiti 

TedxRovigo
Forte investimento del bilancio regionale, pari a oltre 64 milioni di euro, per il modello sociosanitario Veneto. La giunta ha approvato la proposta di programmazione 2018 del sistema di offerta residenziale extraospedaliera per la salute mentale che prevede agevolazioni alla famiglie e Comuni ed inoltre, dà una risposta organica e strutturata anche in termini economici, alla necessità di riqualificare i vecchi residui manicomiali o Rsa

Venezia - La giunta regionale del Veneto, nella sua seduta di lunedì 28 maggio su proposta dell’assessore alla Sanità Luca Coletto, di concerto con la collega alle Politiche Sociali Manuela Lazzarin, ha approvato la proposta di programmazione 2018 del sistema di offerta residenziale extraospedaliera per la salute mentale. L’atto sarà trasmesso alla competente commissione del cnsiglio regionale, che esprimerà il proprio parere obbligatorio.

La dotazione complessiva massima dei posti letto in strutture residenziali è fissata in 2.048, dei quali 88 per l’Ulss 1 Dolomiti; 365 per l’Ulss 2 Marca Trevigiana; 271 per la 3 Serenissima; 90 per la 4 Veneto Orientale; 105 per la 5 Polesana; 390 per la 6 Euganea; 152 per la 7 Pedemontana; 205 per la 8 Berica; 382 per la 9 Scaligera.

La nuova programmazione conferma la precedente ripartizione delle quote di assistenza adottata in Veneto, che saranno per il 60% sanitaria (cioè a carico del Servizio sanitario regionale) e per il 40% sociale (cioè a carico delle famiglie o dei Comuni, qualora le famiglie non avessero disponibilità economica).

Sul fronte sanitario il provvedimento istituisce una nuova tipologia di struttura residenziale, le residenze socio-sanitarie psichiatriche per pazienti psichiatrici lungoassistiti con elevato fabbisogno assistenziale: la nuova programmazione ne prevede la presenza in ogni Ulss, per un totale di 280 posti letto e una spesa complessiva, a carico del bilancio regionale, di 6,4 milioni di euro. Le residenze socio-sanitarie psichiatriche andranno a sostituire e a riqualificare, con nuovi standard assistenziali più adeguati e specifici per la salute mentale, reparti di RSA per lungodegenti oggi ad esaurimento.

Quanto alle strutture socio-riabilitative, la nuova programmazione dell’offerta per la salute mentale prevede di affiancare, a comunità alloggio e ad appartamenti protetti, una nuova tipologia di ‘appartamenti supportati’, cioè nuclei abitativi integrati con il territorio, che si avvalgono della presenza di educatori e operatori sociali e sono sostenuti da associazioni e reti di volontariato.

Il Veneto così riconferma il proprio modello sociosanitario, che prevede un forte investimento del bilancio regionale, pari a oltre 64 milioni di euro, per integrare quanto previsto dai livelli essenziali di assistenza nazionali per la salute mentale.   

“Con questo provvedimento – fa notare l’Assessore alle politiche sanitarie – la Regione compie un notevole sforzo per venire incontro con risorse del proprio bilancio alle necessità della salute mentale e delle famiglie, pur a fronte di una diversa ripartizione degli oneri tra sanitario e sociale prevista nei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Il Veneto, infatti, da oltre 15 anni ha scelto di incrementare con fondi propri i Lea per la salute mentale, perché la salute mentale è un settore delicatissimo, che coinvolge l’intera società e, in particolare, le famiglie dei pazienti. E, con questo provvedimento, riconferma tale scelta anche per il 2018, pur in presenza di disposizioni nazionali che imporrebbero di ridurre al 40 per cento della retta la percentuale a carico del servizio sanitario, ponendo il restante 60 per cento a carico di famigli e Comuni”.

“Abbiamo inteso  – gli fa eco l’assessore regionale al Sociale – venire incontro alle esigenze di Comuni e famiglie di non veder aumentare le rette a proprio carico: la quota  di compartecipazione alla spesa a carico delle famiglie (o dei Comuni qualora le famiglie non avessero i mezzi)  resterà quindi dai 18 ai 44 euro al giorno, a seconda dell’intensità assistenziale della struttura residenziale. Così facendo il Veneto conferma il proprio modello di  forte integrazione tra sociale e sanità”.

Per l’assessore alla sanità la nuova programmazione per la salute mentale dà, inoltre, una risposta organica, e strutturata anche in termini economici, alla necessità di riqualificare i vecchi residui manicomiali o Rsa che ancora accolgono lungodegenti psichiatrici. “Tutte le Ulss dovranno attivare nuove residenze sociosanitarie psichiatriche, che avranno al massimo 40 posti letto e saranno dotate di adeguati standard assistenziali e strutturali – sottolinea – Si darà così dignitosa e adeguata accoglienza ai pazienti cronici ultraquarantacinquenni, offrendo le migliori condizioni di assistenza per le esigenze e i ritmi di vita di ciascuno”.

Infine la nuova programmazione guarda anche alle ‘nuove frontiere’ della psichiatria,  che mirano a non isolare o ghettizzare le persone con disagi psichici e a favorirne con ogni mezzo l’integrazione sociale e la valorizzazione delle potenzialità. “Per la prima volta la Regione fa tesoro delle prime sperimentazioni avviate nel proprio territorio e punta a favorire e promuovere la nascita di ‘appartamenti supportati’ – mette in evidenza l’assessore al sociale – prevedendo l’istituzione di una tipologia assistenziale ‘leggera’,, dove le persone accolte saranno accompagnate in percorsi di vita autonoma indipendente. Gli ‘appartamenti supportati’, frutto della collaborazione tra servizi sociali, istituzioni locali, associazioni e volontariato, sono la sfida del futuro, per non cronicizzare i disturbi psichici, non isolare la persona sofferente rispetto alla propria comunità di appartenenza e recuperare risorse e potenzialità di cui ogni persona è portatrice”.
 
28 maggio 2018
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