CARABINIERI FERRARA Maxi operazione dei militari dell’Arma. Contestati 37 capi di imputazione. Usavano anche dei passamontagna rubavano in case isolate abitate da anziani. In provincia di Rovigo piazzavano la refurtiva

Banda di rom sgominata, 8 arresti. Canale di ricettazione ad Occhiobello

A vario titolo, sono stati attribuiti ai dieci soggetti indagati ben 37 capi di imputazione così suddivisi per 24 furti in abitazione, 10 ricettazioni, 1 riciclaggio e 2 utilizzi indebiti di carte che abilitano al pagamento ed al prelievo di denaro contante.

L’indagine ha permesso di riscontrare anche il canale di ricettazione dei preziosi, un compro oro di Occhiobello (Ro)


Ferrara - Dalle prime ore di oggi venerdì 8 giugno, a Ferrara e Reggio Emilia, i Carabinieri della Compagnia di Ferrara con la collaborazione dei militari del Reparto Operativo provinciale e delle Compagnie di Portomaggiore, Copparo e Cento, con il supporto dei Comandi di Reggio Emilia e Valdagno (Vi) nonché con l’intervento di personale del 5° Rgt “Emilia Romagna”, del Nucleo Cinofili di Bologna e del Nucleo Elicotteri di Forlì, hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip preso il Tribunale di Ferrara, Silvia Marini, su richiesta avanzata per conto della Procura dal Pm Ciro Alberto Savino; altri due soggetti saranno deferiti in stato di libertà per le medesime ipotesi delittuose contestate agli altri indagati. 

L’operazione conclude un’attività d’indagine avviata nel mese di settembre 2017 e conclusa venerdì 8 giugno, supportata da numerosi riscontri derivanti dalle attività tecniche eseguite, che ha permesso di documentare, e quindi disarticolare, l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere dedita alla commissione di furti in abitazione e ricettazione, in particolare di monili in oro, operante prevalentemente nella provincia di Ferrara. A vario titolo, sono stati attribuiti ai dieci soggetti indagati ben 37 capi di imputazione così suddivisi per 24 furti in abitazione, 10 ricettazioni, 1 riciclaggio e 2 utilizzi indebiti di carte che abilitano al pagamento ed al prelievo di denaro contante

L’indagine ha avuto inizio al fine di contrastare la particolare recrudescenza del fenomeno dei furti in abitazione, uno dei reati più diffusi e che desta maggior allarme sociale. Sin dai primi accertamenti l’attenzione si è focalizzata su un gruppo di rom italiani, di origine sinti, per lo più residenti o comunque domiciliati presso il campo situato in via delle Bonifiche nr. 39 a Ferrara. L’attività ha permesso di accertare l’esistenza di un associazione per delinquere basata sulla stabilità dell’accordo, l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti, con compiti e ruoli predefiniti tra i sodali. E’ emerso che il sodalizio prediligeva le abitazioni isolate, poste in zone rurali della provincia di Ferrara ed in alcuni casi del modenese, colpendo nelle prime ore serali ed evitando le arterie principali dove ritenevano di poter incappare più facilmente in controlli da parte delle forze di dell’ordine ed approfittando del buio e del fatto che le abitazioni fossero temporaneamente incustodite per motivi di lavoro o esigenze familiari. I raid predatori compiuti sono tutti accomunati dall’aver avuto come punto di partenza e di ritorno sempre il campo nomadi di via delle Bonifiche, il modus operandi attuato è sempre stato il medesimo (dopo l’individuazione dell’abitazione da colpire, gli autori materiali del furto venivano scaricati vicino all’obiettivo dall’autista di turno, il quale si allontana quindi di qualche chilometro col veicolo fino a quando non veniva contattato telefonicamente ed invitato dai complici per provvedere al recupero). 

Le abitazioni colpite, come accennato, erano tutte momentaneamente incustodite e si è visto che per verificare la presenza di qualcuno all’interno dell’abitazione individuata, il sodalizio era solito suonare al campanello facendo finta di chiedere informazioni per non destare sospetti se qualcuno avesse risposto. Gli obiettivi si trovavano sempre in zone conosciute benissimo dagli associati attraverso mirati sopralluoghi preliminari, e non solo, si è visto inoltre che molto spesso erano note anche le abitudini delle vittime e le loro caratteristiche (età, professione, ecc), per la maggior parte anziani e quindi soggetti vulnerabili

Il gruppo, ben organizzato per eseguire i colpi, era dotato di passamontagna, torce, frullini, piedi di porco, cacciaviti, guanti. L’indagine ha permesso di riscontrare anche il canale di ricettazione dei preziosi, un compro oro di Occhiobello (Ro). Nel mese di dicembre del 2017, a seguito di un controllo effettuato presso il compro oro ove  erano soliti rivendere la refurtiva, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro alcuni monili d’oro ed un orologio (del valore di 300 euro circa) venduti dagli indagati e risultati provento di alcuni furti in abitazione. In merito all’indebito utilizzo di bancomat provento di furto, in un caso i correi hanno prelevato euro 250 presso uno sportello bancomat a Pontelagoscuro, in un altro caso hanno effettuato un pagamento Pos di euro 80 per prelevare carburante presso il distributore IP di via Canapa a Ferrara. L’unico episodio in cui viene riscontrato il reato di riciclaggio è commesso da un esperto di computer del gruppo criminale, il quale effettua operazioni sul PC Asus oggetto di un furto avvenuto a Cento nel novembre del 2017, al fine di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa. Uno degli otto arrestati (Ornato) gravitava presso un campo nomadi in provincia di Reggio Emilia ma non si hanno riscontri di furti in quella provincia, a differenza di un furto operato dal gruppo a Finale Emilia che è certamente imputabile al sodalizio.

 

8 giugno 2018
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