CANARO (ROVIGO) Atto dimostrativo di Forza Nuova con un striscione davanti al Teatro comunale “Coop: La moderna tratta degli schiavi”

“Si faccia luce sulla bandiera buonista dell’accoglienza"

La sezione rodigina di Forza Nuova non è nuova ad atti dimostrativi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema degli immigrati “gli Italiani pagano già" per queste persone richiedenti asilo "vitto, alloggio, istruzione, cure mediche”


Canaro (Ro) – Continua la battaglia iniziata dal movimento nazionalista Forza Nuova, nei confronti delle "cooperative che da anni lucrano sulla pelle dei richiedenti asilo", mascherandola male in una accoglienza finalizzata all’integrazione.

Nella notte tra giovedì e venerdì 8 giugno, un gruppo di militanti della sezione rodigina, attraverso un atto dimostrativo, ha affisso uno striscione davanti al Teatro comunale di Canaro con una scritta che lascia ben poco all’immaginazione: “Coop: la moderna tratta degli schiavi”.

La scelta del Teatro deriva dal fatto che venerdì sera l’amministrazione comunale ha organizzato una conferenza dal  titolo ‘La conoscenza prima dell’accoglienza’, durante la quale cinque clandestini richiedenti asilo ospiti a Canaro, racconteranno le loro storie ai cittadini.  

“Si tratta dell’ennesima sceneggiata organizzata questa volta dal sindaco Garbellini, finalizzata alla promozione dell’integrazione di clandestini (richiedenti asilo che da statistiche solo nel 5% dei casi diventano poi profughi), in un tentativo di impietosire la cittadinanza, facendo leva sul senso di carità degli italiani ma, di fatto, contribuendo ad ingrassare questi moderni schiavisti -  fanno sapere dal direttivo provinciale del movimento - La sezione Forzanovista si chiede se questo penoso tentativo di impietosire i cittadini, sia farina del suo sacco di Garbellini o un’iniziativa di partito (PD) a carattere nazionale, a batosta elettorale ricevuta ed in concomitanza dell’inversione di rotta in tema migratorio dell’attuale governo”.

“Intendiamo chiedere al Sindaco, puntualizzando che gli Italiani pagano già per queste persone vitto, alloggio, istruzione, cure mediche, pool di cinque specialisti internazionali per la valutazione in sede processuale dello status di rifugiato, avvocati per i tre gradi di giudizio (previsti solo in Italia), ed in eventualità (95% dei casi) spese di rimpatrio, se, visto il suo impegno nell’accoglienza Cristiana, si accollerà lui le spese dei traduttori e quant’altro, o se saranno a carico dei cittadini come al solito”, incalzano i nazionalisti.

“Ci piacerebbe anche capire se l’eventuale traduttore è dipendente o consulente della cooperativa che su questo business lucra già da anni, o eventualmente con che criterio è stato individuato dagli organizzatori. Speculare sulla pelle di queste persone è indegno e inaccettabile – concludono i forzanovisti – è ora di fare chiarezza sulle cooperative che gestiscono questa invasione controllata (male), sventolando la bandiera buonista dell’accoglienza”.

 

8 giugno 2018
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