MOTORI ROVIGO Il pilota di Rivà, Michele Mancin, nel terzo atto del Civm, vive un weekend costellato da problemi tecnici,  riuscendo comunque a salire sul gradino più basso del podio

Terzo posto con rimpianto 

Tra ville e giardini 2018

 Sebbene la classifica finale veda il portacolori della scuderia Mach 3 Sport salire sul terzo gradino del podio, in classe A1600 ed in gruppo A, il fine settimana vissuto dal polesano in terra pugliese è stato un autentico calvario, iniziato ancor prima di prendere la via verso Fasano.


Rivà (Ro)  – Se la Verzegnis era un ricordo da cancellare in fretta di certo Michele Mancin non si aspettava che la sessantunesima edizione della Coppa Selva di Fasano, tenutasi in provincia di Brindisi tra sabato e domenica, gli avrebbe riservato un destino, per certi versi, anche peggiore.

Sebbene la classifica finale veda il portacolori della scuderia Mach 3 Sport salire sul terzo gradino del podio, in classe A1600 ed in gruppo A, il fine settimana vissuto dal polesano in terra pugliese è stato un autentico calvario, iniziato ancor prima di prendere la via verso Fasano.

“Avevamo programmato la partenza per mercoledì mattina – racconta Mancin – ma ci siamo trovati, causa un ritardo nella consegna, a sostituire l'alternatore rotto a Verzegnis il martedì. Sembrava tutto risolto ma, provando la vettura nel pomeriggio, abbiamo sentito che qualcosa non funzionava a dovere a livello di motore. Certi che fosse un problema rapidamente risolvibile siamo partiti verso la Puglia con tanto, forse troppo, ottimismo.”

Una volta raggiunta Fasano per il pilota di Rivà inizia un vero e proprio calvario, già a partire dal giovedì mattina quando la Citroen Saxo inizia a dare seri problemi.

“Giovedì mattina abbiamo provato la Saxo – sottolinea Mancin – e più andavamo avanti e peggiori risultati avevamo. Con Daniele sul campo e con Manuel, di Assoclub Motorsport, che ci seguiva a distanza via telefono, abbiamo così dato il via ad una ricerca, senza sosta, per capire quale fosse la fonte del problema. Abbiamo provato a sostituire di tutto, dalle candele alla bobina, sino al potenziometro della farfalla. Senza arrenderci all'evidenza siamo giunti al cuore del problema solo venerdì mattina, dopo un giovedì di fuoco terminato a tarda notte. In pratica dello sporco presente nel serbatoio benzina, tra l'altro nuovo, che probabilmente derivava da residui di lavorazione aveva imbrattato gli iniettori ed il filtro benzina. Grazie alla professionalità e disponibilità di alcune strutture locali abbiamo pulito il tutto e ci siamo presentati al via delle prove ufficiali, seppur non avessimo studiato a fondo il tracciato.”

Un avvio alquanto faticoso non permetteva a Mancin di trovare la giusta quadratura, durante la sessione di prove ufficiali, partendo per la gara con un setup troppo rigido.

Con Guzzetta e Tinella in stato di forma per il pilota della trazione anteriore di casa Citroen non c'è stato nulla da fare, se non cercare di limitare i danni e rimandare la sfida a fine Giugno.

“Nella sfortuna abbiamo comunque conosciuto tante persone dal cuore d'oro – conclude Mancin – che si sono fatte in quattro per aiutarci, nonostante fossimo estranei per loro. Dal lato sportivo non siamo soddisfatti del terzo posto ma ci dobbiamo accontentare. La scelta dell'assetto si è rivelata sbagliata. Eravamo troppo duri e guidavamo già al limite. Osare di più poteva farci rischiare anche di peggio. Pazienza, vedremo di rifarci alla Paolino Teodori.”

  

13 giugno 2018
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