POLITICA POLESINE Nell’incontro tra i meet-up del MoVimento 5 Stelle della provincia di Rovigo sono state esaminate e confrontate diverse considerazioni sul recente risultato elettorale locale del 10 giugno ad Adria, Trecenta e Porto Tolle 

“Il voto locale non è libero, per questo M5s arranca"

Ivaldo Vernelli e Francesco Gennaro
Tra ville e giardini 2018

Analisi approfondita degli attivisti dei Meet up M5s della provincia di Rovigo del 15 giugno scorso con la volontà di capire realmente cosa non funzione tra il voto a livello nazionale e quello locale 


Rovigo - “Il risultato delle elezioni locali, nel Veneto e ad Adria, è una pesante sconfitta. Le battaglie dei comitati e delle associazioni locali sulle varie questioni in cui si è manifestato lo scontro con la Lega di Zaia sono influenti per il voto di opinione nazionale ma non riescono ad aggredire il blocco di potere consolidato a livello locale. La scelta governativa del M5s nazionale, dopo la variazione dello statuto interno del dicembre 2017, impone sempre più scelte verticistiche, che ostacolano o sopprimono il libero confronto interno e il pluralismo. La conduzione del M5s nel Veneto è fallimentare. Sul piano delle dinamiche politiche locali, il ristagno dell'economia convive e si alimenta reciprocamente con la cattiva amministrazione”.

Queste sono le considerazioni emerse il 15 giugno scorso durante una riunione degli attivisti appartenenti ai Meet Up del M5s della provincia di Rovigo convocata dai consiglieri del M5s del Comune di Rovigo (Ivaldo Vernelli e Francesco Gennaro) e la consigliera regionale Patrizia Bartelle  per un confronto e una valutazione sul risultati della recente tornata elettorale e per prendere posizione sulla lettera aperta inviata da Cristina Caniato il 12 giugno (LEGGI ARTICOLO), alla riunione non erano presenti il consigliere di Lendinara Federico Sambinello, né la candidata di Adria Elena Suman, né Cristina Caniato.

Entrando nello specifico dei tre voti in Polesine i grillini su Adria commentano come “l’affermazione delle liste civiche indica un percorso per contrastare la intesa intercambiabile e trasformistica tra i sindaci di centrodestra e centrosinistra e lacerare le maglie del ferreo voto di scambio”, Trecenta “è un modello isolato e locale, che dimostra però come un sindaco in sintonia con la propria cittadinanza può operare scelte libere, almeno in parte disallineate rispetto al consolidato equilibrio spatitorio” e su Porto Tolle “il gruppo di potere trasversale che aveva riconquistato Porto Viro è riuscito ora, con l'appoggio diretto e perentorio del governatore Zaia, ad assorbire anche l'ultima sacca di resistenza, la più agguerrita, del vecchio centro sinistra da decenni ben radicato nel sottogoverno locale”.

“Se è possibile oggi un contratto di governo che unisce forze politiche diverse a livello nazionale, così a livello locale dovremo aprire nuovi rapporti per abbattere quelle complicità tra i partiti che hanno finora determinato mala gestione, collusione, rafforzamento del voto di scambio, occupazione del sottogoverno, impoverimento delle aziende partecipate, alterazione degli appalti, cessione di spazi di iniziativa pubblica agli imprenditori privati. Il voto locale non è libero: anche per questo il MoVimento 5 stelle arranca, ma non possiamo reagire nascondendo il problema sotto il tappeto e sperare nella ventata di indignazione dei social media o nella efficace partecipazione del capo politico alle trasmissioni televisive nazionali. - commentano - Contro l’egemonia della struttura di potere della Lega in Veneto nei suoi molteplici intrecci e compromessi lo scontro deve essere ampio, esperto, vigile e davvero partecipato, ogni giorno e in ogni territorio.  Lo stanno comprendendo anche i ministri al Governo, in evidente affanno proprio perché hanno disarmato e smobilitato le migliaia occasioni di aggregazione creata dagli attivisti nei meet-up locali. Hanno segato i rami attraverso cui sono saliti e adesso serviranno nuovi punti di appoggio”.

Gli attivisti dei Meet Up intervenuti all'incontro di venerdì scorso non possono e non vogliono interferire con le decisioni assunte nelle realtà locali, “infatti la decisione assunta dal Meet Up di Adria di lasciare libertà di voto, è una decisione assolutamente corretta e conforme all'attuale modalità organizzativa del M5s” concludono.

 

21 giugno 2018
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